L’echinacea, il cui nome scientifico è Echinacea purpurea o Echinacea angustifolia, è una grande pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Compositae. Ne esistono ben 9 specie. Famosa per le sue proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti, è caratterizzata da un rizoma cilindrico e fusti rossastri. Può raggiungere il metro e mezzo di altezza. Cresce spontanea nelle grandi praterie americane e fiorisce tra giugno e luglio. 

Coltivata in Italia sia per le sue doti erboristiche sia come pianta ornamentale, l’echinacea è però originaria dell’America del Nord dove ancora oggi è nota come radice dell’alce poiché secondo una leggenda i pellerossa scoprirono le doti curative di questa pianta osservando le alci malate nutrirsi di queste radici portentose. 

Le sue proprietà omeopatiche furono divulgate scientificamente solo a partire dal 1915, anche se a livello medicamentale in Europa è stata usata sin dal ‘700. Nel 1794 il botanico e farmacista tedesco Moench la classificò nel suo libro. Gli indiani d’America la consideravano una potente pianta sacra e gli sciamani usavano le sue radici per fare pozioni antiveleno. 

Il nome dell’echinacea deriva dal termine greco echinos ossia riccio per la somiglianza della parte centrale di questa pianta all’animale. 

Scopriamo insieme le proprietà di questa pianta, i suoi effetti collaterali e gli usi in ambito omeopatico. 

Echinacea: costituenti chimici

I componenti attivi dell’echinacea possono essere raggruppati in varie macro categorie:

L’echinacea può essere assunta sotto forma di:

I trattamenti con l’echinacea vanno fatti come prevenzione per un periodo massimo di 8 settimane e possono essere ripresi dopo una pausa di 30 giorni. 

Echinacea: proprietà

L’echinacea vanta importanti proprietà immunostimolanti, immunomodulanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti. Questa pianta viene usata per prevenire le malattie da raffreddamento, soprattutto durante i cambi stagionali, curare i sintomi influenzali e combattere l’insorgenza di infezioni recidive come la cistite e la candida vaginale. A livello topico, invece, l’echinacea è ottima per curare ulcere, piccole ferite, scottature, dermatiti e afte. Spesso si trova anche nella lista ingredienti della composizione di creme viso per pelli mature tendenti al secco e non grasse proprio per le sue virtù riepitelizzanti. 

Come rimedio omeopatico l’echinacea viene comunemente usata per curare la sinusite, la faringite e la rinite acuta. Per fare prevenzione si consiglia l’assunzione di 30 gocce di tintura madre 3 volte al giorno per due mesi seguito da un mese di pausa. 

L’echinacea è celebre anche per le sue proprietà cicatrizzanti: ecco perché viene usata per curare piccole ferite, lesioni e dermatiti.

Infine questa pianta è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e per favorire la regolarità intestinale (ha una blanda azione lassativa e è utile in caso di stitichezza). 

Echinacea: difese immunitarie

Numerosi studi scientifici condotti in vitro hanno dimostrato che l’echinacea agisce come un antibiotico naturale. Usata sin dall’antichità per le sue straordinarie doti immunostimolanti (già i nativi americani preparavano infusi di questa pianta per curare il raffreddore), oggi l’echinacea è ampiamente usata per curare i sintomi influenzali (raffreddore, tosse, tracheiti, otiti) e le infezioni durante il periodo invernale. Questa pianta stimola il sistema immunitario poiché contiene echinacoside che svolge un’azione antibiotica, cortico simile e antivirale. Inoltre è ottima anche come prevenzione dei malanni stagionali e delle infezioni acute delle vie respiratorie. Il risultato sicuro è una drastica riduzione dei sintomi minori come tosse e raffreddore. 

Echinacea: interazioni farmacologiche

Bisogna fare attenzione prima di assumere l’echinacea se si prendono altri farmaci o integratori per possibili interazioni farmacologiche con effetti collaterali anche di grave entità. Non si può assumere l’echinacea in contemporanea con il paracetamolo poiché aumenta il rischio di tossicità epatica. 

L’uso di questa pianta è inoltre fortemente controindicato se si stanno assumendo farmaci antineoplastici, inibitori della proteasi, inibitori nucleosidici, corticosteroidi, immunosoppressori e ciclosporine. 

In linea generale l’echinacea interagisce con l’attività di farmaci come:

Il nostro consiglio è di non usare l’echinacea senza consultare prima il proprio medico di base o il farmacista di fiducia. 

Echinacea: effetti collaterali

Pur avendo un’azione immunologica, l’echinacea non ha particolari controindicazioni né effetti collaterali. Non può essere assolutamente usata in caso di nota allergia nei confronti della pianta o della famiglia delle Asteracee (come la camomilla), in pazienti in terapia immunosoppressiva (trapianti e malattie autoimmuni) e in concomitanza con integratori o farmaci. Solitamente l’estratto secco e gli integratori hanno un minore effetto allergizzante rispetto ai preparati con le radici di pianta fresca. 

In gravidanza e in allattamento non è consigliabile l’uso di questa pianta, anche se può essere assunta in tutta sicurezza dopo il primo trimestre di gestazione e su diretto consiglio del proprio medico di fiducia. Inoltre è sconsigliata l’assunzione dell’echinacea in caso di malattie da raffreddamento per bambini al di sotto di un anno di età, poiché il loro sistema immunitario è ancora in fase di formazione. 

In linea generale l’uso di questa pianta è fortemente sconsigliato a pazienti che presentano (o hanno presentato in passato) le seguenti condizioni patologiche:

I possibili effetti collaterali sono: