Frequenza degli esami del sangue

Gli esami del sangue, come consigliato da tutti i medici e gli esperti, andrebbero effettuati almeno una volta l’anno. Questi servono a controllare che l’intero organismo sia in salute, ma in presenza di particolari patologie come il diabete, la loro frequenza potrebbe aumentare. Tali esami possono essere svolti sia in strutture private che pubbliche. Nel secondo caso chiaramente sono svolti dietro prescrizione medica, che ne specificherà anche la tipologia, e prevedono il pagamento di un ticket.

L’importanza degli esami del sangue

Come anticipato, la frequenza minima degli esami del sangue dovrebbe essere almeno una volta l’anno, seppur sotto i 40 anni sia sufficiente una volta ogni 2-3 anni. La ragione per cui tali esami devono essere considerati come un controllo di routine, è perché il sangue può offrire moltissime informazioni preziose sul nostro stato di salute generale. (vedi anche: Ematocrito e Emocromo) Spesso si aspetta di avere qualche sintomo o di non sentirsi bene per richiedere gli esami del sangue, ma questo atteggiamento è erroneo. Come sarà possibile approfondire anche tra le pagine di Inran.it difatti, proprio nei momenti dove ci si sente particolarmente in forma o non si avvertono particolari disturbi, potrebbe nascondersi un problema.

Tale situazione si verifica perché ci sono numerose condizioni pre-patologiche non avvertite, latenti e asintomatiche, che possono essere portate a galla appunto da un “banalissimo” esame del sangue. Potrebbe trattarsi di carenze nutrizionali piuttosto una qualche disfunzione renale o epatica, oppure un colesterolo troppo alto. Tutte situazioni che tali esami possono scoprire. (vedi anche: Farmaco Colestiramina per l’equilibrio dei livelli di colesterolo nel sangue)

Esami del sangue: cosa consentono di fare

In linea di massima, gli esami del sangue permettono di:

  • Effettuare un monitoraggio delle condizioni di salute generali.
  • Rivelare eventuali infezioni in atto.
  • Controllare la regolare funzionalità degli organi interni, in particolare fegato e reni.
  • Effettuare controlli mirati quando si ha il sospetto di allergie, malattie del metabolismo, intolleranze, etc…

Parlando di condizioni di salute generali, una particolare attenzione deve essere prestata sul monitoraggio dei lipidi, controllando i livelli di glicemia e quelli della concentrazione dei grassi, come colesterolo e trigliceridi, specie in menopausa. Conoscere tali valori ci consente di capire se possiamo essere a rischio di diabete nel caso della glicemia oppure patologie cardiovascolari per quanto riguarda i valori di colesterolo e trigliceridi. Importante il ruolo dell’ematologo nell’interpretazione delle analisi, specie quando si ha a che fare con patologie importanti o quando si ha la necessità di una visita ematologica.

Un altro parametro che deve essere attentamente controllato, è il livello di ferro nel sangue e delle sue riserve nell’organismo. Il minerale difatti è fondamentale per costruire l’emoglobina, cioè la proteina che di fatto compone i globuli rossi. In caso tali livelli fossero scarsi, potrebbe significare che siamo anemici, condizione da monitorare attentamente. A prescindere comunque, in base al disturbo segnalato se presente, il medico saprà indicare quali esami mirati effettuare. (Vedi anche: Trasfusione di sangue)

Come prepararsi agli esami?

Come risaputo, coloro che devono effettuare dei test del sangue, devono presentarsi a digiuno all’esame, solitamente da 8/10 ore.  La condizione risulta necessaria per effettuare una valutazione corretta dei livelli di glicemia, che l’introduzione di cibo potrebbe alterare. In altre parole se il digiuno non venisse rispettato, gli esami potrebbero segnalare delle patologie che in realtà non sono presenti. La seconda accortezza dovrà essere quella di effettuare gli esami a riposo, quindi senza aver effettuato grandi sforzi fisici. Di seguito altri consigli utili.

  • Consumare una cena leggera la sera prima degli esami, preferendo i carboidrati complessi a cibi grassi, come fritti, arrosti, pizza o altri. La ragione è la medesima per cui non si deve far colazione prima degli esami mattutini, cioè non alterare i risultati.
  • Evitare bevande alcoliche durante i giorni precedenti al test, ricordandosi di idratarsi adeguatamente solamente con acqua.
  • Evitare di fumare, quantomeno dalla sera antecedente agli esami.
  • Presentarsi al test riposati e tranquilli, senza fare “corse”.

Gli esami del sangue solitamente sono pronti in qualche giorno ed è consigliabile effettuarne la lettura con il proprio medico curante. (Vedi anche: i Vasi Sanguigni)

Quanto costano gli esami del sangue?

Predeterminare con certezza il costo degli esami del sangue non è possibile a causa di una serie di variabili che ne possono influenzare anche di molto il prezzo. Per quanto riguarda le strutture private, solitamente sul loro sito web riportano nel dettaglio tali costi. Nel caso invece si optasse per il test presso una struttura pubblica, il costo finale sarà influenzato da tre fattori.

  • La regione di appartenenza. Il costo finale varia appunto in base alla regione dove si ha la residenza.
  • La tipologia di analisi. Ogni singola prestazione ha un costo differente, quindi più saranno i parametri da controllare, maggiore sarà il costo finale.
  • La fascia di reddito. In base al regolamento regionale, coloro che hanno redditi più bassi potrebbero effettuare i test in maniera gratuita, con addebito al Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Indicativamente comunque, per dei normali controlli di routine, quindi non mirati su qualche parametro in particolare, molte strutture sia pubbliche che private propongono dei pacchetti che contengono gli esami più comuni, con costi che solitamente si aggirano attorno ai 40 euro.

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