Ipertensione, una condizione che affligge quasi il 15 milioni di italiani ma di cui solo in pochi sono per davvero consapevoli. Il problema dell’ipertensione arteriosa ha a che vedere con la pressione, nello specifico con la forza che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni.

La pressione, non a caso, può subire numerose variazioni in relazione al genere, all’età, al peso corporeo, all’etnia della persona ma anche all’apparecchio utilizzato per misurarla, all’ora del giorno, allo stato psicofisico e di salute generale in cui viene misurata. Non è semplice definire delle soglie ma parliamo di ipertensione arteriosa quando la pressione massima sarà superiore ai 140 mmHg e la minima ai 90 mmHg.

ipertensione

Si tratta, come abbiamo già detto, di una condizione poco conosciuta e che provoca una serie di conseguenze al nostro intero stato di salute. Le cause alla base sono molto diverse, sia una propensione genetica che alcune abitudini di vita poco sane da modificare per risolvere il problema. Si tratta di una delle malattie più silenziose, proprio perchè non sempre mostra un quadro di sintomi chiari da riconoscere. Vedremo insieme quali sono i fattori di rischio e come possiamo riconoscere, con molta attenzione, sintomi sospetti di ipertensione arteriosa. Non solo, come poter diminuire l’ipertensione attraverso cure e anche modifiche alla dieta.

Ipertensione: cos’è?

Ipertensione, un termine medico più spesso definito nel modo corretto “ipertensione arteriosa“, indica una condizione che non occorre occasionalmente ma rimane stabile nel tempo, in cui la pressione arteriosa a riposo risulta più alta degli standard fisiologici di base. Con il termine pressione arteriosa, a sua volta, indichiamo la pressione che il nostro cuore esercita per far circolare il sangue in tutto il resto del nostro corpo. Non a caso, il cuore funziona come una vera e propria pompa che, con le sue contrazioni, manda il sangue a tutti gli organi e tessuti del corpo per permettere un funzionamento corretto. Diverso dunque il concetto di pressione arteriosa dalla pressione sanguigna, intesa come la differenza tra la pressione esercitata dal sangue arterioso sulle pareti dei vasi sanguigni e la pressione atmosferica.

Stabilire dei valori ideale di pressione arteriosa è estremamente difficile poichè sono presenti variazioni a seconda di genere, etnia, ora del giorno età, peso corporeo e apparecchio usato. Possiamo dire i valori considerati ideali corrispondo a una pressione arteriosa contenuta fra 115-130 mmHg nei valori massimi (pressione sistolica) e fra 75-85 mmHg nei valori minimi (pressione diastolica). Valori che superano queste soglie corrispondono, di conseguenza, a una condizione ancora di normalità ma meritevole di attenzione e di periodiche misurazioni proprio perché valori medio-alti.

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Possiamo parlare invece di ipertensione arteriosa vera e propria quando la pressione massima risulta superiore ai 140 mmHg e la minima superiore ai 90 mmHg. Ottenere valori di questo tipo consente di definire una persona ipertesa. La pressione arteriosa è considerata ancora più a rischio quando i parametri si elevano ulteriormente. L’attenzione di un medico o di un esperto è necessaria in condizioni di questo tipo. Il valore della pressione arteriosa dipende da vari fattori, tra cui:

  • La frequenza cardiaca, che corrisponde al numero di battiti cardiaci al minuto
  • La forza di contrazione del cuore
  • La gittata sistolica, cioè la quantità di sangue in uscita dal cuore a ogni contrazione dei ventricoli
  • L’elasticità dell’aorta e delle grandi arterie
  • Il volume totale di sangue circolante nel nostro corpo

La misurazione di pressione arteriosa, capace di determinare una eventuale condizione di ipertensione, è possibile grazie a uno strumento medico chiamato sfigmomanometro a mercurio, un apparecchio apposito e professionale creato dall’italiano Riva-Rocci poco più di un secolo fa. Lo strumento è composto da un bracciale di gomma collegato, su un lato, ad una piccola pompa a mano, dall’altro ad un manometro a colonna di mercurio. Possiamo però anche trovare in commercio alcuni apparecchi automatici che permettono un’auto-misurazione, la scelta ideale e più facile da utilizzare dalla persona stessa per tenere sotto controllo la propria pressione anche a casa.

Ipertensione diastolica

La pressione diastolica o pressione minima, corrisponde al valore di pressione arteriosa quando il nostro cuore è in fase di rilassamento anche definita come pressione tra due battiti cardiaci. Possiamo definire la pressione diastolica come un valore che ci permette di capire quando il cuore funziona normalmente, mentre si riposa tra un battito e l’altro.

L’ipertensione diastolica corrisponde a un incremento dei valori di pressione arteriosa minima costanti, al di sopra di 75-90 mmHg, intesi come valori minimi di pressione diastolica. Possiamo dire che la cosiddetta pressione diastolica normale rientra in un range di valori non inferiori a 60 mmHg e non superiori a 80 mmHg, nella maggior parte degli individui in salute.

Un problema di ipertensione diastolica indica che qualcosa non funziona nel nostro organismo, l’intervento e la visita di un medico sono necessari in queste condizioni. Non a caso, l’ipertensione è una condizione clinicamente rilevante che, se non curata nel modo più appropriato e tempestivo, può portare a gravi complicanze, talvolta anche dall’esito mortale. Una condizione di ipertensione implica che il sangue, scorrendo troppo e troppo velocemente, provochi delle micro lesioni nelle arterie. Questo diventa estremamente pericolo, soprattutto se non curato nel modo corretto. Diversa è la natura della pressione e ipertensione sistolica, il valore del cuore in fase di contrazione e cioè la pressione a ogni battito del cuore.

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Ipertensione secondaria

L’ipertensione secondaria, anche detta ipertensione a causa nota, intesa come provocata in generale da una apnea del sonno, una alterazione renale cronica o da un aldosteronismo secondario. L’ipertensione secondaria è, infatti, lo stato ipertensivo che si crea come conseguenza di una specifica malattia o circostanza. In altri termini, l’ipertensione secondaria è il tipo di pressione alta dovuta a una causa ben definita e ben riconoscibile.

Le condizioni associate a ipertensione secondaria possono essere diverse tra cui:

  • Malattia renale parenchimale
  • Menopausa, un momento fisiologico della vita di ogni donna in cui può anche incorrere una condizione di ipertensione arteriosa.
  • Iperaldosteronismo primitivo, connesso alla produzione autonoma di aldosterone da parte della corteccia surrenalica. Questa condizione è dovuta a una iperplasia, a un adenoma o a un carcinoma. La sintomatologia comprende episodi di stanchezza, elevata pressione arteriosa e ipokaliemia.
  • Malattia renovascolare, intesa come aumento della pressione arteriosa dovuto all’occlusione parziale o completa di una o più arterie renali o dei loro rami. 
  • Apnea del sonno, intesa come un arresto della respirazione durante il sonno della durata di almeno 10 secondi o superiore.

Ipertensione: cause

Le cause alla base della ipertensione sono molto diverse, vediamo ora di analizzare alcune delle più importanti. Il parere di un medico e le visite specialistiche sono essenziali per determinare con correttezza sia le cause della ipertensione arteriosa che come poter agire per migliorare la condizione.

  • Patologie renali pre esistenti, possono provocare valori elevati di pressione arteriosa
  • Fumo di sigaretta, una abitudine da eliminare e che aumenta il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa.
  • Stress, anche in questo caso aumenta la pressione arteriosa e il rischio di ipertensione. Lo stress non fa bene al cuore!
  • Peso corporeo, una condizione di sovrappeso o obesità aumenta il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa.
  • Gravidanza, non a caso, secondo alcune stime, le donne in stato di gravidanza che sviluppano ipertensione sarebbero tra l’8 e il 10%, in altre parole 8-10 donne incinte ogni 100. Anche in questo caso, la condizione non deve essere trascurata.
  • Sedentarietà, uno stile di vita troppo poco attivo e con poca attività fisica provoca un aumento della probabilità di sviluppare ipertensione arteriosa.
  • Gravi malattie cardiache e gravi malattie renali, condizioni che possono provocare ipertensione arteriosa in alcuni casi.
  • Livelli elevati di grassi nel sangue, anche definito come ipercolesterolemia. Il colesterolo è utile alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è anche un costituente delle membrane delle cellule. Il colesterolo viene prodotto dal fegato, ma può essere introdotto anche con alcuni alimenti. Un eccesso di presenza di colesterolo provoca un aumento del rischio di ipertensione arteriosa.
  • Diabete, una condizione provocata dalla scarsa presenza e disponibilità di insulina nella maggior parte dei casi.
  • Familiarità dell’ipertensione arteriosa, la presenza di parenti e familiari che soffrono di ipertensione arteriosa provoca un aumento delle probabilità di sviluppare la condizione anche a nostra volta.
  • Alimentazione non sana, con un eccesso di sale, grassi di origine animale e una assenza di frutta e verdura. Cambiare l’alimentazione significa adottare una dieta sana ed equilibrata.
  • Alcool, un grande consumo di alcolici aumenta il rischio di ipertensione arteriosa. Si tratta di uno stile di vita non sano che va assolutamente modificato.

Ipertensione: sintomi

Anche per quanto riguarda i sintomi, abbiamo definito la condizione di ipertensione arteriosa anche come “killer silenzioso” perchè non sempre i sintomi appaiono chiari. Per questo, molti soggetti che soffrono di ipertensione non se sono al corrente per davvero. Nella maggior parte dei casi, non a caso, l’ipertensione è asintomatica. Questo significa che non provoca disturbi specifici e che tanti pazienti possono convivere bene e a lungo con la pressione alta senza mai saperlo. Naturalmente si tratta di un grave pericolo per il proprio stato di salute, è necessario sottoporsi a una serie di controlli medici per controllare la propria condizione.

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  • Palpitazioni e aritmie cardiache, intesa come percezione accentuata del proprio battito cardiaco. Respiro affannoso e fastidio toracico sono due sintomi spesso associati alle palpitazioni. L’elevata pressione arteriosa può provocare anche un aumento dei battiti cardiaci, dovuto proprio a segnalare un mal funzionamento nel nostro organismo.
  • Mal di testa al mattino, soprattutto in questa fase della giornata ma si tratta di un disturbo generale associali alla ipertensione arteriosa.
  • Vertigini e stordimenti, il rischio è proprio quello di percepire sintomi simili a quelli di uno svenimento.
  • Perdite di sangue dal naso, chiamate in termini medici epistassi. Non si deve trattare di un disturbo occasionale ma che occorre con una certa frequenza. Nel caso in cui si debba osservare epistassi con troppa frequenza, potrebbe essere sintomo di ipertensione arteriosa.
  • Emorragia sotto congiuntivale, intesa come stravasi di sangue al di sotto della congiuntiva dell’occhio. Le emorragie di questo tipo vengono spesso riassorbite naturalmente ma possono essere sintomo di ipertensione arteriosa.
  • Attacchi transitori di ischemia cerebrale (TIA), un mini ictus a tutti gli effetti. Si manifesta con problemi come difficoltà a parlare e a comprendere, improvvisa debolezza, paralisi facciale o degli arti, vertigini. Stiamo palando di sintomi simili a quelli dell’ictus, ma temporanei.
  • Nervosismo e stanchezza, anche in questo caso due sintomi che possono essere associati all’ipertensione arteriosa. Naturalmente, è necessaria l’associazione anche ad altri tipi di disturbo per poter suggerire al soggetto di recarsi dal proprio medico di base per fare un controllo e verificare la presenza di ipertensione arteriosa.
  • Sintomi visivi, come lampi di luce (fosfeni) e visione nera. Anche in questo caso, stiamo parlando di una categoria di sintomi di solito associata a svenimenti. Recarsi da un medico per svolgere una serie di esami specifici è necessario anche in questa situazione. Il parere del medico è essenziale per comprendere la natura dei sintomi.

Ipertensione: cura

La cura dell’ipertensione arteriosa richiede una visita specialistica e una serie di esami capaci di determinare il trattamento più adatto alle proprie esigenze. Il tipo di cura per l’ipertensione arteriosa dipende anche dalle caratteristiche del soggetto e dal tipo di ipertensione arteriosa, di lieve, media piuttosto che grave entità. Non a caso, accorgersi con un buon anticipo della presenza di una condizione di ipertensione arteriosa è l’ideale per non dover iniziare subito una cura farmacologica. Misurare la propria pressione regolarmente, attraverso automisurazioni e periodici controlli medici specialistici, è sempre molto importante.

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All’inizio, infatti, è possibile anche correggere esclusivamente alcune abitudini relative al proprio stile di vita e alle proprie abitudini alimentari. Per esempio, riducendo il consumo di alcolici, il fumo di sigaretta, cibi a base di grassi di origine animale oltre ad aumentare la propria attività fisica e il movimento durante l’arco della giornata. Anche ridurre il consumo di sale, di liquirizia e di caffeina è consigliato ai pazienti con diagnosi di ipertensione arteriosa. Regolare e incrementare le ore di attività aerobica è essenziale, con passeggiate, nuoto e bicicletta, per ridurre i valori di pressione arteriosa. Riportare o mantenere il proprio peso corporeo nella norma è uno dei principali segreti per proteggersi dall’ipertensione.

Non sempre è possibile evitare le cure farmacologiche però. Questa conclusione potrà essere raggiunta esclusivamente con visite specialistiche ed esami medici. In soggetti in cui si rende necessario o anche in caso di ipertensione moderata o grave, la correzione delle abitudini alimentari e del proprio stile di vita, deve essere per forza associata anche a una terapia farmacologica. Il trattamento farmacologico dell’ipertensione arteriosa, assumibile soltanto con prescrizione medica, può prevedere il ricorso a diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, calcio-antagonisti, antagonisti del recettore dell’angiotensina II. In ogni caso, stiamo parlando di trattamenti che non è possibile prevedere e controllare in anticipo. I farmaci necessitano prescrizione e ricetta medica, possono essere utilizzati da soli o in combinazione, modificando le modalità di trattamento da caso a caso. In ogni caso, anche in presenza di terapia farmacologica, è necessario apporre delle modifiche al proprio stile di vita per poter ridurre i valori della pressione arteriosa.

Ipertensione e dieta

Parliamo di dieta e ipertensione perchè esiste una vera e propria dieta dedicata a chi deve apporre modifiche alla propria alimentazione, necessarie per ridurre l’ipertensione arteriosa. Stiamo parlando della dieta DASH, acronimo inglese che indica Dietary Approaches to Stop Hypertension e che in italiano vuole dire: approcci Dietetici per Fermare l’IpertensioneVediamo quali sono le principali linee guida.

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I punti cardine della dieta DASH sono diversi e comprendono:

  • L’invito al consumo di molta frutta e verdura, ne abbiamo già parlato in relazione alla cura e alle modifiche del proprio stile alimentare.
  • Aumentare il consumo di pesce, cucinato con dell’olio di oliva, al forno o al cartoccio, fino a 2 o 3 volte in una settimana.
  • Preferire latte e derivati a basso contenuto di grassi, che modifichino in meglio il proprio stile alimentare.
  • Il consumo di alcolici deve essere eliminato del tutto, si tratta di una abitudine importante da assumere perchè rischia di peggiore la propria condizione di ipertensione arteriosa oltre che provocare alcune complicanze.
  • La raccomandazione a ridurre le quantità di grassi animali, come burro, margarina o anche insaccati.
  • L’abolizione dell’aggiunta di sale agli alimenti, nello specifico il sale fino e grosso da cucina perchè il sodio è la sostanza pericolosa per l’ipertensione arteriosa. Anche snack, frutta secca e merendine confezionate non sono da assumere in grandi quantità.
  • L’uso di spezie è consigliato per chi soffre di ipertensione arteriosa.
  • Eliminare del tutto il consumo di cibi conservati per mezzo di cloruro di sodio, cioè per mezzo del normale sale da cucina come alcuni tipi di pesce, carne o verdura.
  • Il consumo di pasta e cereali integrali è preferibile al posto di pasta e cereali raffinati, questo permette di regolare il proprio contenuto di carboidrati.

Un approccio alimentare basato sui principi della dieta DASH, oltre a garantire un miglior controllo della pressione arteriosa, favorisce anche la riduzione del grasso in eccesso. Questo è essenziale perché abbiamo detto che riportare il proprio peso nella fascia normo peso diventa essenziale in una condizione di questo tipo. Il colesterolo è un altro grande nemico di chi soffre di ipertensione. Naturalmente, introdurre o aumentare il numero di ore dedicate al movimento e all’attività fisica è del tutto essenziale. Vedi anche: gli esami preconcezionali.