Lavorare nel mondo soccorso professionale: tutte le possibilità

Chi ha intenzione di lavorare nel mondo del soccorso professionale può contare su numerose opportunità a disposizione. Per esempio, può decidere di prendere parte a corsi di primo soccorso, per poi lavorare nella Croce Rossa Italiana: tali corsi, che includono sia lezioni teoriche che lezioni pratiche, si sviluppano di solito in non meno di 8 ore e permettono di imparare in che modo ci si deve comportare a fronte dei vari scenari della vita quotidiana in cui si possono concretizzare situazioni di emergenza. La varietà degli argomenti che vengono trattati include, tra l’altro, le ustioni, le emorragie, le sospette fratture e tutti gli aspetti legali del soccorso; inoltre, si apprende che cosa si deve fare in presenza di una persona con un malore e si familiarizza con il cosiddetto BLS, vale a dire il Basic Life Support.

Anche i corsi di rianimazione cardio-polmonare si rivelano molto utili per chi vuole trovare un lavoro nell’ambito del soccorso professionale. Un corso BLSD (questa è la sigla con cui la rianimazione viene indicata) si pone lo scopo di trasmettere le competenze di cui c’è bisogno per la prevenzione del danno anossico cerebrale. Il trattamento dell’arresto cardiocircolatorio viene affrontato con insegnamenti teorici e pratici, che presuppongono il ricorso al defibrillatore semiautomatico esterno e il suo utilizzo secondo quanto previsto dalle linee guida stabilite dall’Italian Resuscitation Council.

I corsi BLSD sono destinati soprattutto agli operatori sanitari, che in questo modo capiscono come si può riconoscere lo stato di incoscienza in un paziente adulto, ma anche come si individua l’assenza di polso. Tutti gli interventi devono essere ottimizzati ed eseguiti nel più breve tempo possibile, garantendo la sicurezza del soggetto che viene soccorso, di quello che lo soccorre e degli astanti. Si parla, a tal proposito, di catena della sopravvivenza, al fine di indicare le valutazioni che devono essere eseguite e le azioni che devono essere compiute, anche nel contesto della gestione di un intero team di soccorso.

Infine, l’ultima mansione relativa al soccorso professionale è quella che viene svolta dagli assistenti bagnini, che sono formati dalla sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto e che hanno il compito di monitorare la sicurezza di coloro che frequentano gli stabilimenti balneari, sia al lago che al mare, e le piscine. Gli assistenti bagnini sono in grado di mettere in atto gli interventi di soccorso che si rendono necessari in presenza di persone che sono coinvolte in una situazione di pericolo in acqua, ma hanno anche l’incarico di vegliare sui comportamenti degli utenti, regolando le attività di balneazione.

Un’altra specifica funzione di coloro che in genere sono indicati come bagnini è quella di offrire una sorveglianza intelligente e attenta, finalizzata a prevenire e a evitare gli incidenti in acqua. Essi sono tenuti a far rispettare i regolamenti della piscina o le ordinanze della capitaneria, a seconda del contesto in cui operano; in piscina, inoltre, devono verificare a intervalli regolari la chimica delle acque e le condizioni igieniche delle stesse. Ovviamente nei corsi per assistenti bagnini vengono insegnate nozioni ad hoc in merito.