Vaccini: è vero che fanno male?

Storia della vaccinazione

La storia delle vaccinazioni comincia nel 18esimo secolo, quando il medico inglese Edward Jenner si accorse che le mungitrici colpite dal vaiolo bovino risultavano sempre immuni a quello umano. Il medico condusse la sua prima vaccinazione nel 1796 su un bambino in cui iniettò del siero prelevato dalle pustole di una donna ammalata di vaiolo bovino: il bambino non solo non si ammalò, ma risultò anche immune alla forma umana della malattia: era nato così il primo vaccino. Nel diciannovesimo secolo furono poi creati altri vaccini, come quello contro la rabbia che può essere iniettato anche dopo il contagio.

Come funzionano i vaccini?

Tutti i vaccini si basano sull’immissione in circolo degli antigeni, ovvero delle “molecole caratteristiche” del virus o del batterio, permettendo così al sistema immunitario di formare anticorpi senza avere realmente una malattia da combattere. Tali antigeni possono essere somministrati nella loro forma pura (solo componenti proteiche), come organismi attenuati o inattivati.

L’importanza dei vaccini per il singolo e per la comunità

Grazie all’uso dei vaccini, malattie che un tempo causavano morte o invalidità permanente, come il vaiolo o la poliomielite, sono essenzialmente scomparse: il vaiolo lo è a livello mondiale, mentre la poliomielite è ormai completamente scomparsa nei paesi industrializzati, ma rappresenta ancora un problema in quelli in via di sviluppo. Uno dei principi su cui si basano i vaccini è quello dell’immunità del gregge, o herd immunity (immunitò di branco): coloro che non possono essere vaccinati, per ragioni mediche o perché troppo giovani per ricevere il vaccino, sono comunque protetti poiché la maggioranza della popolazione è vaccinata, e dunque incapace di diffondere la malattia.

Cominciano i primi detrattori ma…

Nel corso del ventesimo secolo, le vaccinazioni divennero obbligatorie per tutti i bambini nella maggior parte degli stati industrializzati, con pochissime eccezioni stabilite per lo più per ragioni mediche. Nel 1998, però, il medico inglese Andrew Wakefield pubblicò uno studio che stabiliva un legame tra la vaccinazione trivalente e l’insorgenza di autismo: questo legame venne non solo smontato da successive ricerche, ma venne anche stabilito che il medico aveva volontariamente mentito, in accordo con lo studio legale che rappresentava le famiglie dei bambini malati.

Nonostante fu dimostrata la malafede e le menzogne l’opinione pubblica aveva perso di fiducia nei confronti della medicina

La pubblicazione dello studio ebbe una risonanza mediatica decisamente superiore alla successiva ritrattazione da parte degli autori, che portò anche alla radiazione di Wakefield dall’Ordine dei Medici: la fiducia nei vaccini iniziò a calare, e sempre più genitori scelsero di non vaccinare i bambini adducendo ragioni etiche e di sfiducia nei confronti della medicina tradizionale. Il calo dei vaccini ha portato nei paesi industrializzati a diverse epidemie di malattie che si ritenevano sostanzialmente sconfitte, come il morbillo: queste epidemie hanno colpito non solo i bambini che non erano stati vaccinati dai genitori, ma anche quei bambini troppo piccoli per ricevere una vaccinazione.

Vaccini obbligatori e consigliati in Italia oggi

Attualmente in Italia ci sono 4 vaccinazioni obbligatorie e 8 vaccinazioni consigliate: quelle obbligatorie sono quelle contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B, mentre quelle consigliate sono quelle contro pertosse, Hemophilus influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C e pneumococco. Bisogna però considerare che l’unica formulazione spesso disponibile è il vaccino esavalente, che protegge dalle quattro malattie per cui il vaccino è obbligatorio, ed in più l’hemophilus influenzae di tipo B e la pertosse. Vi sono poi il vaccino anti influenzale e quello contro il papilloma virus, che non riguardano però i neonati. (Vedi anche: Meningite)

Anche in Italia, dove anche le vaccinazioni consigliate sono gratuite e incoraggiate dai pediatri, il tasso di vaccinazione sta scendendo, sebbene ad un ritmo più lento rispetto ai paesi anglosassoni. Tale calo è dovuto, più che a ragioni religiose, a un generalizzato calo di fiducia nella medicina tradizionale, dove le multinazionali farmaceutiche vengono viste come “il nemico”. Questa mancanza di fiducia può essere certamente risolta con una maggiore comunicazione tra medico e paziente, e con una maggiore informazione che dovrebbe partire dalla scuola: se il calo delle vaccinazioni continuasse nei prossimi decenni, le conseguenze potrebbero essere disastrose.

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