Risonanza magnetica: scoperto un mezzo di contrasto sicuro

Risonanze magnetiche: scoperto un mezzo di contrasto biodegradabile

Il nuovo metodo messo a punto dai ricercatori sfrutta un agente biodegradabile, questo rappresenta una nuova frontiera per diagnosticare il cancro evitando gli effetti collaterali dei mezzi di contrasto.

È la scoperta dei ricercatori dell’Amrita Institute of Medical Sciences, istituto indiano per la ricerca medica e biotecnologica, che hanno trovato il modo di utilizzare il fosfato di calcio – una molecola presente nelle ossa del corpo umano – come agente di radiofrequenza al posto dei liquidi di contrasto attualmente utilizzati nella diagnostica per immagini.

Il mezzo di contrasto (o liquido di contrasto) è talvolta causa di reazioni allergiche ed effetti collaterali. I ricercatori indiani erano da tempo alla ricerca di un mezzo di contrasto biodegradabile, ma fino ad ora non era stato possibile utilizzarne nessuno nella diagnosi e nella terapia del cancro, a causa della difficoltà nel trovare una molecola che potesse essere perfettamente tollerata dall’organismo e nel contempo idonea per essere ingegnerizzata ed usata come mezzo di contrasto. 

Le tradizionali diagnosi e terapia dei tumori possono danneggiare anche le cellule sane

Attualmente le metodiche migliori e più sensibili per rilevare le cellule cancerose sono la risonanza magnetica nucleare (NMR) e la tomografia computerizzata (TC).

Per ottenere una migliore immagine dei tessuti, nella maggioranza dei casi al paziente viene inoculato un mezzo di contrasto radioattivo che ha lo scopo di accumularsi temporaneamente nell’organo bersaglio ed accentuarne le caratteristiche durante lo svolgimento dell’esame.

Può accadere, anche se non frequentemente, che il paziente abbia una reazione di tipo anafilattico al mezzo di contrasto; per eliminare questo rischio è necessario investire nella ricerca di nuovi agenti di radiofrequenza, in grado non solo di fungere da mezzo di contrasto, ma anche eventualmente di veicolare la cura solo contro le cellule cancerose lasciando intatte quelle sane. Le nanotecnologie applicate alla ricerca biomedica rappresentano una nuova arma contro il cancro, arma che i ricercatori di tutto il mondo intendono sfruttare come metodica mini-invasiva ed altamente selettiva contro le cellule tumorali. 

Un metodo diagnostico a bassa tossicità potrebbe eliminare gli effetti collaterali

Il fosfato di calcio è un agente biodegradabile e quindi totalmente sicuro per la salute, del tutto diverso dai mezzi di contrasto oggi in uso in radiodiagnostica.

Le nanoparticelle di fosfato di calcio si possono utilizzare in TC e risonanza magnetica, come spiega il dottor Shanti Nair, responsabile del Centro di Nanoscienze e Medicina Molecolare di Amrita.

Applicazioni in Radiologia interventistica

Non solo: queste particolari nanoparticelle si potranno sfruttare in radiologia interventistica, cioè per la resezione (asportazione parziale di tessuti) del cancro guidata dalle immagini, ovvero la rimozione chirurgica dei tessuti tumorali utilizzando come guida in tempo reale le immagini ottenute dalla radiodiagnostica. Gli obiettivi a lungo termine prevedono anche la possibilità di trasportare farmaci direttamente nei tessuti tumorali sfruttando le nanoparticelle come una sorta di “cavallo di Troia”.

Attualmente i test sulle nanoparticelle di fosfato di calcio sono stati condotti su modelli animali, ma la fase clinica è stata approvata e quindi si potrà passare a sperimentazioni controllate sull’essere umano. Un passo avanti per migliorare ulteriormente le terapie eleggibili per i malati di tumore e per ridurre l’impatto della cura sull’organismo.