Meningite: che cos’è? Quando si pronuncia questo fatidico termine, spesso ci si comincia ad allarmare senza prima aver consultato un medico: vediamo, in questo articolo, quali sono i sintomi, le cause, la diagnosi e la terapia associati alla Meningite e tutte le informazioni necessarie per contrastarla, senza falsi miti e false speranze.

Meningite: Cos’è?

La meningite è una malattia infettiva che colpisce le meningi, ovvero le membrane che si trovano al di sotto delle ossa craniche e che ricoprono il cervello. L’infezione può anche estendersi al cervello (meningo-encefalite) e può essere causata da batteri, virus, funghi o protozoi; solo raramente l’eziologia non è infettiva (meningite asettica di origine iatrogena, neoplastica, autoimmune). La meningite causa sintomi come:

  • mal di testa
  • febbre alta
  • rigidità del collo
  • alterazioni dello stato di coscienza
  • convulsioni
  • vomito a getto

La diagnosi è sia clinica, sia di laboratorio. Mentre le meningiti virali si trattano con corticosteroidi e sono di solito autolimitanti, le meningiti batteriche se non trattate immediatamente con antibiotici possono portare alla morte o a gravi sequele. Esistono anche vaccini, somministrati sin dalla nascita, contro i batteri maggiormente responsabili di meningite.

La meningite può essere più o meno grave: si va dalle forme subcliniche e asintomatiche alla cosiddetta meningite fulminante, che può portare a morte nel giro di poche ore.

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Meningite sintomi

I sintomi dipendono dall’età del soggetto colpito e dall’agente patogeno. Le meningiti virali possono essere asintomatiche o paucisintomatiche (causano sintomi lievi e aspecifici). Le meningiti batteriche invece provocano sintomi più importanti, tra le quali la cosiddetta triade rigidità nucale, febbre alta ed improvvisa ed alterazione dello stato mentale. Tutti e 3 i segni sono presenti nel 45% dei casi, mentre se nessuno di essi è presente la meningite è molto improbabile. Altri sintomi possono essere:

  • Forte mal di testa
  • Vomito a getto
  • Fotofobia e fonofobia
  • Rigonfiamento della fontanella (nei neonati)
  • Petecchie
  • Segno di Kernig o segno di Brudzinski

Curiosità

Le membrane che ricoprono il cervello si chiamano meningi e sono 3: la pia madre (la più interna, impermeabile, aderisce ai contorni dell’encefalo), l’aracnoide (simile ad una ragnatela, ricopre la parte superiore della pia madre) e la dura madre (membrana spessa situata tra l’aracnoide ed il cranio). Nello spazio tra aracnoide e pia madre è contenuto il liquido cefalorachidiano (liquor).

Meningite: Cause

Nella meningite virale, i virus raggiungono le meningi attraverso le alte vie respiratorie, mentre i batteri vi arrivano attraverso il sangue o le cavità nasali. Se i batteri sono presenti nel sangue, possono arrivare a contatto con le meningi tramite lo spazio sub-aracnoideo (dove la barriera ematoencefalica è più vulnerabile), ma solo pochi batteri hanno questa capacità: tra questi vi è Neisseria meningitidis (il cosiddetto meningococco) che è in grado di interagire strettamente con le cellule endoteliali cerebrali tramite alcune proteine specifiche. Nei neonati invece è più comune la meningite causata da Streptococchi di tipo B.

Risultati immagini per meningite viraleNel momento in cui i batteri raggiungono le meningi, il sistema immunitario li identifica e si attiva immediatamente producendo grandi quantità di citochine e stimolando l’arrivo di altre cellule immunitarie. Questa risposta immunitaria induce una massiva infiammazione che è responsabile dei sintomi della meningite: la barriera ematoencefalica diventa permeabile e causa edema cerebrale vasogenico ed edema interstiziale provocato dall’aumento di liquidi nei tessuti. Inoltre le pareti dei vasi sanguigni si infiammano (vasculite cerebrale) diminuendo il flusso sanguigno (edema citotossico).

Nella meningite batterica si verificano quindi 3 tipi di edema (cerebrale, interstiziale e citotossico) che causano un massiccio aumento della pressione endocranica che a sua volta comprime i vasi sanguigni e porta ad un insufficiente apporto sanguigno alle cellule cerebrali (ipossia). Si ritiene che le cause dell’edema e della sofferenza cerebrale siano la risposta infiammatoria ed immunitaria, più che la presenza dei batteri; per questo motivo insieme agli antibiotici si somministrano corticosteroidi per smorzare la risposta del sistema immunitario e l’infiammazione.

Fattori di Rischio

Sebbene potenzialmente chiunque possa essere colpito dalla meningite, ci sono alcuni fattori di rischio che rendono più probabile l’accesso alle meningi da parte di agenti patogeni. Alcuni di questi sono:

  • Trauma cranico
  • Infezioni della zona testa-collo (otite, mastoidite, sinusite)
  • Drenaggio/catetere ventricolare o shunt cerebrale
  • Interventi neurochirurgici
  • Immunocompromissione o difetti del sistema immunitario
  • Difetti anatomici che causano continuità tra le meningi e l’ambiente esterno

Meningite virale

I virus che causano frequentemente meningite e meningo-encefalite sono i virus erpetici (Herpes simplex 1 e 2, Varicella zoster), gli adenovirus, gli interovirus, gli arbovirus, il virus della parotite e l’HIV. Nel neonato, la meningite erpetica è estremamente grave e può condurre alla morte o a gravi sequele neurologiche. Risultati immagini per meningite virale

Le meningiti virali si possono trattare con antivirali, ma la maggioranza dei virus non risponde a questi farmaci quindi ci si limita a somministrare antinfiammatori e liquidi per via endovenosa, aspettando la risoluzione spontanea dell’infezione. Le meningiti virali più lievi si possono risolvere anche a domicilio con riposo e reintegro di liquidi.

Meningite batterica

La meningite batterica è causata da batteri: a seconda dell’età del soggetto colpito varia la frequenza del batterio responsabile. Nei neonati prematuri è comune la meningite da Streptococchi di tipo B, da Escherichia coli, da Listeria monocytogenes e da Streptococcus agalactiae; in età pediatrica i più frequenti batteri causa di meningite sono Neisseria meningitidis (meningococco), Streptococcus pneumoniae ed Haemophilus influenzae.

La meningite da meningococco si trasmette attraverso i portatori sani del batterio nella gola e nel naso e si calcola che fino al 30% delle persone, almeno una volta nella vita, sia stato portatore sano del meningococco. La presenza del batterio nei portatori sani non causa patologia, ma il meningococco può essere trasmesso ad altre persone che potrebbero invece sviluppare la malattia.

Neisseria meningitidis e Streptococcus pneumoniae causano l’80% delle meningiti nei pazienti adulti e nelle persone sopra i 50 anni aumenta anche il rischio di meningite da Listeria monocytogenes. Rara è la meningite tubercolare (causata da Mycobacterium tuberculosis) che viene diagnosticata solitamente nei pazienti immunodepressi (ad esempio HIV-positivi) o provenienti da Paesi dove la tubercolosi è endemica.

Meningite fungina

La meningite può essere causata anche da funghi come il Cryptococcus neoformans (tipico dei pazienti sieropositivi e degli immunocompromessi) ma è estremamente rara nei pazienti immunocompetenti. Altri funghi che possono causare meningite in persone con sistema immunitario debole sono Histoplasma capsulatum, Candida species, Coccidioides immitis ed alcune specie di blastomiceti.

Meningite parassitaria

Anche le meningiti da protozoi sono tipiche dei soggetti con sistema immunitario indebolito: alcuni agenti eziologici sono Toxoplasma gondii, Schistosoma species, Naegleria fowleri, Trypanosoma brucei, Taenia solium. Queste forme sono più comuni nei Paesi tropicali ed in Estremo Oriente.

Meningite non infettiva

La meningite non infettiva (detta anche meningite asettica) può essere il risultato della diffusione alle meningi di tumori maligni, dell’assunzione di alcuni farmaci (antibiotici, immunoglobuline), di malattie infiammatorie (sarcoidosi) o malattie del connettivo (lupus sistemico), ma anche di vasculite (sindrome di Behcet). La presenza di cisti epidermoidi che rilasciano materiale nello spazio sub-aracnoideo può causare meningite.

Diagnosi

La presenza di uno o più sintomi riconducibili ad un’infezione delle meningi dovrebbe subito far sospettare una meningite. Se oltre alla triade di segni diagnostici sono presenti altri segni e sintomi più specifici, dovrebbe essere immediatamente iniziata una terapia antibiotica prima ancora di eseguire la puntura lombare e gli esami di laboratorio e radiologici.

Esami di laboratorio

puntura lombareSe si sospetta una meningite, vanno eseguiti immediatamente le analisi del sangue (ricerca dei marcatori di infiammazione, formula leucocitaria) e la puntura lombare o rachicentesi che permette di analizzare il liquido cefalorachidiano (liquor); l’esame del liquor è il più importante per confermare o escludere la meningite.  Il liquor viene prelevato tramite puntura lombare in anestesia locale (la procedura è sconsigliata se si sospetta elevata pressione intracranica).

L’aspetto iniziale del liquor è già indicativo sul tipo di infezione: se è torbido è altamente probabile una meningite purulenta (predominanza di neutrofili) o virale (predominanza di linfociti), mentre se è limpido ci potrebbe essere una meningite virale o asettica ma non può essere comunque esclusa un’eziologia batterica.

Il liquor prelevato viene poi inviato al laboratorio ed esaminato al microscopio per verificare la presenza di batteri, cellule infiammatorie, sangue; vengono misurati i livelli di proteine e glucosio e viene eseguito l’esame colturale per permettere la crescita di eventuali batteri. L’esame colturale richiede almeno 24 ore, quindi per decidere la terapia più appropriata in attesa dei risultati, ci si basa sugli altri esami di laboratorio e sugli esami radiologici. Un basso livello di glucosio indirizza verso una meningite batterica, perché i batteri consumano gli zuccheri.

Curiosità

Meningite: terapia

Risultati immagini per meningite farmaciSe non trattata la meningite presenta un elevato tasso di mortalità: ogni ritardo nel trattamento si associa ad una prognosi negativa. Nel caso si sospetti una meningite, si dovrebbe iniziare una terapia antibiotica ad ampio spettro prima ancora della conferma con esami di laboratorio o radiologici. Le linee guida raccomandano di iniziare immediatamente una terapia con benzilpenicillina oppure cefalosporine di terza generazione (cefotaxime, ceftriaxone) associate a glicopeptidi (vancomicina); si aggiunge ampicillina nei neonati e nei soggetti con più di 50 anni. Una volta identificato l’agente patogeno la terapia antibiotica può essere sospesa (se ad esempio la meningite è virale) o modificata (scegliendo un antibiotico selettivo per il patogeno rilevato). La terapia con corticosteroidi può aiutare a ridurre l’infiammazione, l’edema e le complicanze a breve e lungo termine.

La meningite virale richiede solo un trattamento di supporto, perché ha solitamente un decorso benigno, tranne nei neonati dove può essere molto grave; alcuni virus (Herpes simplex ed Herpes zoster) rispondono al trattamento con Aciclovir. Più complesso il trattamento delle infezioni fungine, che richiedono alte dosi di antimicotici.

Prognosi

Se non curata, la meningite ha una letalità elevata nei bambini e negli anziani (nei neonati 25% di mortalità per meningite batterica). Negli adolescenti la mortalità scende al 2%, ma negli adulti sale fino al 20-30%; comunque la prognosi dipende fortemente dal batterio responsabile e dal tempo in cui questo rimane nel liquor.

Nei bambini sopravvissuti, il 15% circa riporta conseguenze irreversibili come epilessia, sordità, disturbi dell'apprendimento. Negli adulti, questa percentuale aumenta al 25% (disturbi cognitivi e sordità).

Prevenzione della meningite

Dal 1980 tutti i nuovi nati vengono vaccinati contro l’Haemophilus influenzae di tipo B, che provoca la maggior parte delle meningiti in età pediatrica. La campagna di vaccinazione ha praticamente azzerato i casi di meningite da Haemophilus, che però è ancora frequente nei Paesi in via di sviluppo, dove il vaccino è costoso. Anche il vaccino contro Streptococcus pneumoniae viene eseguito sui nuovi nati.

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Attualmente sono disponibili le vaccinazioni contro il meningococco (Neisseria meningitidis) di tipo A, B, C, W135 e Y. In Italia la meningite da meningococco sierotipi B e C è la più frequente ed attualmente le schedule vaccinali prevedono la vaccinazione per i bambini nel corso del primo anno di vita contro il meningococco B (gratuita solo in alcune regioni), e dopo il primo anno di vita il vaccino meningite C (sempre gratuita). Il vaccino tetravalente (A, C, W135, Y) è consigliato nel corso dell’adolescenza. La vaccinazione per la meningite ha controindicazioni nel caso si soffra in quel momento di un’infezione acuta o si sia allergici al principio attivo o a uno degli eccipienti.

Meningite in Toscana: nel corso del 2017 la regione Toscana è stata colpita da un insolito numero di casi di meningite da meningococco di tipo C, in particolare di un ceppo che colpisce anche gli adulti e causa sepsi con 40% di mortalità. Il motivo di questi numerosi casi (che non hanno però carattere epidemico) sembrerebbe risiedere nel fatto che i giovani adulti erano vaccinati, quindi il batterio si è adattato per sopravvivere nei soggetti adulti non immunizzati.

Chemioprofilassi

Il meningococco si diffonde nella popolazione tramite i portatori sani, i casi sono quindi sporadici e solo rarissimi casi di malattia (meno del 2%) sono imputabili ad un contagio tra malato e sano. In caso di meningite da meningococco, le persone che nei 10 giorni precedenti sono state a contatto (stretto o regolare) con il malato dovrebbero fare una profilassi post-esposizione con antibiotici che consiste in una singola somministrazione di ciprofloxacina o ceftriaxone.

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