Il Citomegalovirus (CMV), o Herpes virus umano 5, è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpesviridae e come tale ha la capacità di rimanere latente nell’organismo dopo l’infezione primaria e di riattivarsi a distanza di mesi o anche anni nel caso di indebolimento del sistema immunitario. È un virus molto frequente, soprattutto nelle madri che portano a termine la gravidanza. Fortunatamente solo una percentuale molto ridotta di neonati (0,1-0,2%) presenta alterazioni alla nascita o più tardivamente.

Citomegalovirus: Trasmissione

Tendenzialmente un buon sistema immunitario riesce a controllare l’andamento dell’infezione, ma in tutti quegli individui immunodepressi, con difetti del sistema immunitario o sottoposti a chemioterapia o affetti da HIV, e nei bambini al di sotto dei due anni, si possono verificare gravi complicanze, in particolare a occhi, polmoni, fegato, esofago, stomaco, intestino e sistema nervoso centrale. Provoca durante la gravidanza un’infezione congenita: trasmessa dalla madre al feto durante la gravidanza. Questa può avvenire in due modi:

  • Infezione primaria: quando la madre contrae per la prima volta il virus durante la gravidanza. E’ questa la forma che si associa maggiormente ai problemi che riguardano il feto o il neonato.
  • Infezione secondaria: la madre ha contratto il virus già prima della gravidanza il che non esclude una possibile reinfezione che può essere una nuova infezione o semplicemente l’attivazione del virus latente già presente all’interno dell’organismo, che si verifica in caso di forte calo delle difese immunitarie, come appunto, nel caso di una gravidanza.

L’uomo è l’unico serbatoio di infezione la cui trasmissione avviene da persona a persona in diversi modi:

  • Attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta: urina, sangue, saliva, lacrime, liquido seminale, secrezione vaginale e latte. 
  • Per via transplacentare, nel contesto di una gravidanza
  • Attraverso una trasfusione di sangue ed emoderivati infetti o trapianto di organi e tessuti infetti.

È un virus che si trasmette molto facilmente sia in ambiente domestico che ospedaliero o scolastico, a causa del contatto con i numerosi bambini. Non si può escludere pero la trasmissione sessuale.

Trasmissione madre-feto in Gravidanza

Una delle trasmissioni più frequenti è quella di tipo verticale che si verifica tra la madre e il feto, in occasione della gravidanza e tra la madre e il bambino durante il periodo dell’allattamento. La trasmissione per via transplacentare del CMV è un fenomeno molto temuto dalle donne e che dà molte preoccupazioni in ambito sanitario, in quanto ci potrebbero essere delle gravi conseguenze per il nascituro. 

Citomegalovirus: Sintomi

Nelle persone che godono di buona salute, il Citomegavolovirus è il responsabile di una malattia non gravemente invalidante. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, ovvero chi la contrae non lamenta alcun disturbo o sintomo. Soltanto in un 10% si manifesta con sintomi molto simili a quelli dell’influenza o della mononucleosi, pertanto vengono comunemente confusi. Degli individui sintomatici (10% dei casi):

  • il 30% va incontro a morte
  • il 60% svilupperà dei deficit funzionali, di cui il principale è un problema uditivo che può essere a esordio neonatale o tardivo
  • il 10% esordio normale

Degli individui asintomatici invece:

  • il 90% ha esordio normale
  • il 10% ha sequele neurologiche

I sintomi più comuni sono

  • Febbre maggiore o uguale a 38°
  • Brividi
  • Malessere generale
  • Stanchezza e spossatezza 
  • Inappetenza
  • Nausea e vomito
  • Ingrossamento dei linfonodi

Nei soggetti invece con un sistema immunitario più compromesso, come nel caso dei malati di AIDS, il citomegalovirus ha ripercussioni più severe sulla salute di diversi organi: occhi, encefalo, fegato, stomaco, polmoni, intestino ecc. Si può manifestare con:

  • perdita temporanea o permanente della vista
  • infiammazione della retina
  • problemi digestivi con infiammazione dell’intestino (colite), stomaco (gastrite), esofagite o epatite
  • infiammazione dell’encefalo (encefalite)
  • polmonite

Citomegalovirus: Complicanze

Il Citomegalovirus è un virus particolare dal punto di vista clinico-medico principalmente per le sue numerose complicanze, sia per gli individui che eventualmente anche per i nascituri. L’infezione da CMV congenita può avere diverse conseguenze, per esempio:

  • Parto prematuro
  • Basso peso alla nascita
  • Ittero
  • Fegato ingrossato e non funzionate
  • Rush cutaneo caratterizzato da macchie rosse sparse per il corpo
  • Microcefalia 
  • Milza ingrossata
  • Polmonite
  • Perdita dell’udito
  • Deficit neurologici
  • Debolezza muscolare
  • Epilessia
  • Convulsioni
  • Morte

Nei soggetti che godono di buona salute raramente si hanno complicazioni, a ogni modo gli unici fastidi che in questo caso si possono avere sono i sintomi similari alla mononucleosi.

Citomegalovirus: Prevenzione

Non esiste attualmente un vaccino per la prevenzione del Citomegalovirus. Il modo migliore per limitare il rischio di contagio è un’attenta igiene personale, soprattutto per le categorie di persone più vulnerabili alla malattia (donne in gravidanza, individui immunodepressi, bambini piccoli o appena nati). Più in generale la pulizia della casa e soprattutto delle superfici contaminate da fluidi corporei (come saliva, urina, feci, liquidi seminali e sangue) facilita la prevenzione del contagio.

Diagnosi

Sono disponibili diversi test in grado di rilevare l’infezione da Cmv. Se risulta un dubbio clinico o ecografia si attua la rilevazione di anticorpi IgG. La rilevazione di anticorpi IgG contro il Cmv su un campione di sangue indica un contatto con il virus, ma non è in grado di determinare né il periodo del contagio (cioè se l’infezione è in atto o risale al passato), molto utile in caso di gravidanza, né l’eventuale trasmissione del virus al feto. Nel caso in cui prima della gravidanza questo test risulti negativo, è importante che la donna presti particolare attenzione alle misure utili a evitare il contagio.

Il test per rilevare gli anticorpi IgG, utilizzato per accertare le infezioni recenti: se risulta positivo può avere IgM positive (immune) o negative (presente infezione primaria). Se risulta negativo può avere IgM positive (rischio infezione recente) o negative (immune mai infettato), questo ha evidenziato spesso dei falsi positivi e non è quindi affidabile senza l’integrazione con altri tipi di test per risalire al periodo dell’infezione: il test di avidità delle IgG, ovvero la forza del legame tra reagente e IgG che può essere bassa all’inizio dell’infezione e alta dopo tre mesi. Per determinare l’eventuale trasmissione del virus al feto sono necessari esami più invasivi, come l’amniocentesi o l’analisi del sangue fetale. Per individuare in un neonato un’infezione congenita da Cmv durante le prime tre settimane di vita si cerca direttamente la presenza del virus (nelle urine, nella saliva e nel sangue)

Trattamento

Ad oggi non sono disponibili trattamenti da iniziare nel periodo della gravidanza sia efficaci che sicuri capaci di prevenire la trasmissione madre-feto dell’infezione. Il trattamento utilizzato è con farmaci antivirali (Ganciclovir o Valganciclovir) da iniziare nel primo mese di vita e sotto il controllo del pediatra può ridurre i danni al feto.Bisognerà consultare il medico qual’ora il farmaco, n particolare Valganciclovir provochi dei problemi durante il trattamento. Il soggetto immunocompetente che contrae l’infezione da CMV non ha generalmente necessità di terapia antivirale.

Prognosi

Per le persone in buona salute, la prognosi delle infezioni da Citomegalovirus è generalmente positiva. Invece, per i soggetti immunocompromessi e per i neonati affetti da una forma infettiva congenita, la prognosi può essere infausta, in quanto il Citomegalovirus può avere conseguenze permanenti e, talvolta, mortali.

Domande frequenti

Come si contrae il Citomegalovirus?

Il citomegalovirus si contrae venendo a contatto stretto con persone infette, attraverso saliva, sangue, urine, oppure rapporti sessuali. Generalmente le persone più esposte all’infezione sono quelle che lavorano a contatto con i bambini molto piccoli, nelle scuole materne o nei nidi, perché possono venire a contatto con la saliva dei bambini e con le urine durante il cambio dei pannolini.

Come posso scoprire se ho già contratto il citomegalovirus?

E’ possibile attraverso uno specifico esame del sangue. Questo permette di accertare la presenza degli anticorpi per il CMV: vengono rilevati sia gli anticorpi IgM, che testimoniano una infezione recente (generalmente dopo qualche mese dall’infezione non si rilevano più o sono molto bassi), sia gli anticorpi IgG che invece sono tipici di una infezione contratta in passato. Quindi, dal momento che spesso l’infezione da CMV non dà alcun sintomo, l’esito dell’esame fornisce anche indicazioni al medico sul momento in cui la donna potrebbe aver contratto il virus e gli permette di fare una prima stima del livello di rischio durante la gravidanza.

Che cosa è il Citomegalovirus?

Il Citomegalovirus è un virus che provoca una malattia normalmente non grave. Nella grande maggioranza dei casi l’infezione è asintomatica, cioè chi la contrae non ha sintomi. In un 10% dei casi si manifesta in modo simile all’influenza o alla mononucleosi. Chi si è già ammalato non è immune, quindi può nuovamente contrarre la malattia. L’infezione da CMV può diventare pericolosa se contratta durante la gravidanza, perché il virus può superare la placenta e contagiare il feto.

Come posso evitare di infettarmi durante la gravidanza?

E’ possibile limitare il rischio di contrarre il CMV: - evitando le attività professionali a stretto contatto con bambini sotto i 3 anni, come quella negli asili nido; - lavando frequentemente le mani con acqua e sapone, in particolare dopo il cambio di pannolini o dopo aver pulito il naso o la bocca dei bambini; - evitando di baciare i bambini sotto i 5-6 anni vicino o sulla bocca; evitando di condividere con i bambini piccoli alimenti, bevande, posate, bicchieri, spazzolini da denti. Queste misure precauzionali sono importanti, ma non danno l’assoluta certezza di evitare l’infezione da CMV.