Gravidanza: Calcolo delle Settimane, Sintomi e Fasi

Quando si parla di gravidanza, di calcolo delle settimane ma anche delle fasi settimana per settimana, così come dei sintomi, molte sono le domande a cui bisogna trovare risposta. In effetti, la gravidanza è uno dei periodi più importanti della vita di una donna e conoscere tutte le informazioni al riguardo è necessario.

Il nostro obbiettivo, attraverso queste righe, è quello di indirizzarvi tramite informazioni accademiche e anche consigli, in questo lungo percorso che è la maternità. Perché lungo? Semplice, si parla di un periodo ricco di cambiamenti, che non riguardano soltanto la gestante, ma anche l’intera famiglia che vive la situazione, cambiamenti fisici, psicologici, sociali ma anche economici (così come durante la menopausa). Partendo dal presupposto che l’inizio, tendenzialmente, viene riconosciuto proprio con il ritardo del ciclo mestruale, indice di mancata fecondazione, percorriamo insieme le fasi della gravidanza.Gravidanza mese per mese

Gravidanza: Calcolo delle settimane

La durata della gravidanza viene sempre calcolata in settimane, iniziando a contare partendo dalla data dell’ultima mestruazione: dato importante perché ci fornisce il punto di partenza della gravidanza. Quest’ultima dispone di diverse definizioni, si parlerà infatti di gravidanza:

  • a termine quella il cui parto avviene tra le 37 e le 41 settimane
  • pretermine (anche chiamato parto prematuro) quella in cui il parto avviene prima delle 37 settimane.
  • protratta (oltre il termine) quando il parto avviene a 42 settimane o oltre.

Famose sono le 40 settimane: vengono considerate per convenzione quelle più ”normali” perché corrispondono ai 10 mesi lunari, di 28 giorni. Le gestanti tendenzialmente sommano alla data dell’ultimo ciclo mestruale le 40 settimane per ottenere la data del presunto giorno del parto. Ovviamente il giorno non coincide sempre alla perfezione, visto che la gravidanza è influenzata oltre che dai fattori interni anche da quelli esterni. Oltre alle solite 40 settimane, già molti anni addietro, si utilizzava il conteggio tramite i tre trimestri: la gravidanza veniva da subito suddivisa in trimestri:

  • Il primo trimestre va dalla 1a alla 13ma settimana
  • Il secondo trimestre va dalla 14ma alla 28ma settimana
  • Il terzo trimestre va dalla 29ma alla 40ma settimana

In tal caso, il conteggio per arrivare alla data del presunto parto si ottiene sommando, sempre alla data dell’ultima mestruazione, i 9 mesi + i 7 giorni. Purtroppo il calcolo delle settimane desta, soprattutto nelle donne alle prime gravidanze, più ansia e preoccupazione perchè le preoccupa una possibile gravidanza allungata o addirittura accorciata. Allora cosa è meglio, una gravidanza più lunga o più corta?

Gravidanza: conteggi e periodi

Ripetiamo che i dati forniti riguardati i periodi sono tutti convenzionali perchè variano da donna a donna e da situazioni a situazioni. Solitamente si prende per buona una gravidanza portata a termine a 38 settimane, semplicemente perchè da quel periodo in poi il bambino è più in grado di affrontare il parto e di conseguenza il cambio di vita. Le statistiche, seppur variabili, rivelano che le donne sono solite partorire tra la 38esima e la 42esima settimana. Un ruolo molto importante gioca la durata del ciclo mestruale: le donne con cicli mestruali più lunghi (che superano i 28 giorni) tendono a partorire più tardi rispetto a chi ha invece cicli più brevi, che invece accorcerà il periodo di gravidanza. Più fortunate sono le donne che hanno un ciclo che, tendenzialmente rispetta di 28 giorni, in tal caso i calcoli già citati avranno meno probabilità di sbagliarsi.

Esiste un altro conteggio, questo più utilizzato dai medici in ambito clinico, chiamato rotella ostetrica, che consiste nell’aggiungere alle settimane o ai mesi anche i giorni, cosa significa? Spieghiamolo attraverso un esempio: prendiamo in considerazione una madre che si trova alla 23 esima settimana + 3 giorni, significa che ha concluso sicuramente la 23esima settimana ed è entrata nella 24esima. A differenza di quanto si possa pensare, il conteggio delle settimane è molto utile durante questo periodo principalmente perchè, ogni periodo della gestazione corrisponde ad una fase precisa di crescita del feto. Mantenere costante il conto è importante per:

  • Controllare tutto lo sviluppo del bambino all’interno dell’utero
  • Avere una data di riferimento del parto
  • Monitorare i parametri di crescita e esami da effettuare durante questa fase: esami del sangue, ecografie, controlli periodici)

Gravidanza: Mesi e Sintomi

Ogni gravidanza è diversa: i mesi si contraddistinguono per sintomi precisi ma che possono variare da donna a donna. Durante le 40 settimane dopo il concepimento succedono tante di quelle cose nell’organismo capaci di alterare il normale stato di equilibrio interno, in fondo si è in due. Molti cambiamenti sono visibili da subito, infatti sono quelli che fungono da campanello d’allarme dell’inizio della gravidanza e riguardano non soltanto l’aspetto fisico ma anche quello psichico, altri invece sono più nascosti, perché subentreranno solo con il crescere del feto. (Vedi anche: Le migliori tisane in gravidanza)

Il primo mese

Nel primo mese la donna inizia a sospettare che qualcosa all’interno si sta smuovendo, avverte sintomi mai conosciuti fino a quel momento, oltre al fatto che nota il ritardo del ciclo. Ricordiamo l’importanza di accertarsi di patologie o condizioni limitanti come l’anemia mediterranea o talassemia prima di procedere con una gravidanza. I sintomi sono collegati a:

  • sbalzi d’umore
  • stanchezza (dovuta anche a carenza vitiaminica: ad esempio della B5)
  • sonnolenza
  • nausea
  • mal di schiena
  • tensione mammaria
  • necessità di urinare spesso (vedi anche: urologia e urologo)
  • aumento delle perdite 

Gli esami da fare

Solitamente nelle prime settimane non ci sono tanti esami da effettuare perchè l’impianto del feto ancora non è rilevabile con nessuna strumentazione, a parte il test che risulterà positivo. L’esame ecografico viene prescritto dopo la sesta settimana, in modo da poter rilevare gli eventuali cambiamenti. Si ritrovano anche donne che, già preparate, possono aver già effettuato molti esami preconcezionali di screening di controllo, più che altro per valutare la salute generale della futura mamma. Verranno sicuramente prescritti gli esami del sangue: l’emocromo completo, ematocrito, ecc… Si aggiungono altri screening quali Pap Test, test dell’HIV e della clamidia, quest’ultima è capace di rilevare un’eventuale presenza del virus della Toxoplasmosi.

I consigli

Una donna deve già da subito, dedicarsi interamente alla propria salute perchè sa che tutto ciò che farà ricadrà sul bambino. Deve perciò seguire una dieta sana e fare attività fisica. E’ quasi scontato consigliare di eliminare, per tutta la gestazione, il consumo di alcol e fumo, in quanto possono compromettere la salute del feto. Già dalle prime settimane è importante l’assunzione di elementi ricchi di acido folico, che aiuta il feto a crescere e svilupparsi in modo uniforme. (Vedi anche: importanza della Vitamina D con carenza ed eccesso)

Il secondo mese

Nel secondo mese nella maggior parte dei casi, la donna non ha ancora fatto il test di gravidanza, quindi non sarà ancora a conoscenza della gravidanza ma continuerà a sentirsi un po più scombussolata. Inizieranno i sintomi simili a quella della sindrome premestruale. Tra i sintomi verranno riconosciuti:

  • nausea in diversi momenti della giornata
  • vertigini o capogiri
  • forte stanchezza
  • crampi addominali

Gli esami da fare

Già in questa fase si effettua la prima visita ginecologica: questa serve per definire meglio il funzionamento di tutti gli elementi gestazionali, che serviranno per il compimento della gravidanza. Si curerà anche il lato genetico (di entrambi i genitori), importante per avere un quadro ereditario iniziale del bambino. Si inizierà a monitorare anche la variazione di peso. Solo dopo i seguenti accertamenti, il medico proseguirà con l’ecografia, transvaginale per le donne in stadio precoce, addominale per le donne in stadio avanzato.

I consigli

Queste settimane sono estremamente delicate, soprattutto se si pensa ai numerosi rischi di aborto. Solo in tal caso il medico cambierà il piano alimentare e le abitudini quotidiane, che saranno utili principalmente per ridurre il rischio di aborto spontaneo.

Il terzo mese

Il terzo mese è realmente il periodo più difficile della gravidanza, quel periodo in cui, oltre ad aumentare i rischi aumenteranno anche i fastidi e i disturbi. Iniziano tutti gli spostamenti anatomici per la mamma, l’utero tenderà ad adattarsi al nuovo corpo che deve accogliere. Aumenterà lo sforzo dovuto all’addome che cresce, quindi maggior affaticamento e spossatezza. La nota positiva è la scomparsa o almeno diminuzione dei sintomi iniziali della gravidanza, quali nausea, vomito e mal di testa. Il corpo inizia ad adattarsi. Aumenterà il volume e la tensione del seno e del capezzolo, anch’essi dovranno adeguarsi all’allattamento futuro.

Gli esami da fare

Solo se il medico lo ritiene necessario, si continuerà con le ecografie e con gli esami prenatali, questa volta riguardano tutti gli screening che interessano il feto. Già da questo mese sono rilevabili eventuali anomalie cromosomiche tramite test sul DNA, e altri esami di tipo invasivo effettuabili solo tramite amniocentesi.

I consigli

Se prima si consigliava l’attività fisica come benefica, ora si raccomanda di diminuire i carichi che provocano sforzi eccessivi e di conseguenza eliminare ogni forma di attività fisica troppo intensa. Si preferiscono invece tutti quegli esercizi leggeri, come anche lo yoga. Qualora dovessero ritornare i sensi di nausea, il medico consiglia di consumare piccoli pasti al giorno con cibi secchi e poco grassi. L’acido folico, preferibilmente, deve essere ancora assunto.

Il quarto mese 

Al quarto mese la pancia non è ancora ben in vista, i sintomi sono decisamente migliori: esatto, si parla del mese più sereno di tutta la gravidanza. Certo, saranno sempre presenti i soliti sintomi legati alla spossatezza, ma in minor intensità visto e considerato che proprio in questo periodo la mamma avrà il ricarico di energia che gli servirà per il resto dei mesi. Il corpo si è abituato a quella situazione. L’unica differenza sostanziale sta nell’apparato gastrointestinale, proprio dovuto alle variazioni anatomiche che si stanno verificando. Sarà presente stitichezza, cattiva digestione.

Gli esami da fare

Il sesso del feto, in questa fase, sicuramente sarà ben visibile. Il medico continuerà con i soliti esami di routine, tra cui anche lo stick delle urine per controllare che non vi sia un’attacco batterico che possa gravare sulla salute del bambino. Il tutto è dovuto al fatto che la donna in questa fase comincia a essere più sensibile alle infezioni, pericolose per il futuro parto, visto che possono diramarsi per tutto il corpo. Insieme allo stick si effettuerà un urinocultura per avere un quadro più chiaro circa la composizione delle urine.

I consigli

Collegandosi ai disturbi del tratto intestinale, si raccomanda una dieta sana e un’adeguata attività fisica, come al solito. In questi casi, qualsiasi variazione sconosciuta deve essere assolutamente confidata al medico, come nel caso di perdite vaginali giallastre e maleodoranti.

Il quinto mese

Più che disturbi, il quinto mese è dedicato ai cambiamenti ormonali e anatomici, che fanno spingere l’utero più in alto, per prepararsi alla progressiva crescita del feto. Avevamo già detto che il peso verrà monitorato per tutta la gravidanza, ma da questo mese ai prossimi l’impegno sarà più assiduo attraverso il controllo dell’indice di massa corporea (BMI) che dovrebbe rientrare tra i 20-25. L’aumento di peso previsto è tra i 9 e i 13 kg e che la donna NON DEVE MANGIARE PER DUE, perchè il fabbisogno energetico richiesto non deve superare le 300kcal nel secondo trimestre.

Gli esami da fare

Un importante esame che si effettua in questo periodo è l‘ecografia morfologica, che mostra la conformazione del feto per fare in modo di evidenziare eventuali malformazioni. Confermato è anche il sesso del nascituro. Viene inoltre effettuato il toxotest per la possibile infezione di toxoplasmosi.

I consigli

La donna in questo momento della sua vita deve dedicarsi interamente al riposo, deve astenersi dal lavorare e dal riordino troppo eccessivo. Comincerà a essere faticoso fisicamente anche riuscire a compiere determinati movimenti, perciò è bene non rischiare di farli.

Il sesto mese

Arrivati al sesto mese, la pancia comincia veramente a essere ingombrante e ben evidente anche perchè i sensi del feto sono tutti svilupati, perciò anch’esso comincerà a indagare e scoprire quel mondo interno. La mamma invece comincerà a non dormire tranquillamente, soffrirà i disturbi del sonno, il che le scaricherà le energie indispensabili. Statisticamente sono molte le donne che cominciano a sentire le contrazioni da travaglio che la allarmano al parto. Vengono anche chiamate le contrazioni di Braxton-Hicks, sono tutte quelle false contrazioni che servono per preparare l’utero al travaglio. I sintomi correlati sono:

  • solita stitichezza
  • stanchezza fisica
  • comparsa di emorroidi
  • dolori agli arti inferiori
  • dolori addominali
  • sanguinamento dalle gengive
  • insonnia

Gli esami da fare

Gli esami del sangue e delle urine sono ancora prescritte dal medico, oltre anche al controllo della pressione, che soprattutto in questo periodo può essere ballerina(dovuto anche alla stagione che accoglie la gravidanza). Nel caso in cui dovessero presentarsi delle perdite di sangue, indice di rischio da preeclampsia, si consiglia di consultare il medico al più presto. (Vedi anche l’importanza della Vitamina B1-Tiamina)

I consigli

In questo mese avvengono dei cambiamenti di ormoni, come dicevamo, perciò anche il desiderio sessuale tenderà ad aumentare, visto l’abbandono iniziale dovuto ai disturbi dei primi mesi della donna. E’ bene ricordare che avere rapporti, anche in questo mese, non è controproducente per la salute del feto.

Il settimo mese 

Dal settimo mese in poi, la crescita del pancione è incontrollata. Ne consegue la diminuita comodità nello svolgere azioni di ordinaria quotidianità. Le contrazioni aumentano ma la mamma comincia ad avere più dimestichezza e abitudine nell’affrontarli. Interagisce col bambino il quale risponderà agli stimoli esterni. Ritornano i sintomi legati all’affaticamento, alla spossatezza che impediscono di compiere atti respiratori completi a causa dell’enorme pancia. Aumenta anche il dolore agli arti che può scaturire in gonfiore ai piedi dovuto a un aumento di peso e di circolazione che per gravità, si fa carico sulle gambe.

Gli esami da fare

I test in questo momento sono sempre i soliti: test urine, analisi del sangue, controllo del peso e della pressione. Se il medico invece lo riterrà opportuno, si effettueranno i test per l’epatite, la flussimetria doppler, importante per avere maggiori dettagli sulle malattie congenite. Il medico raccomanderà di fare la minicurva da carico di glucosio, che serve per escludere la presenza di diabete gestazionale (che si presenta con aumento di zucceri ed eccessiva crescita del bambino).

I consigli

I consigli che solitamente si tende dare sono legati alla pelle: la pelle in queste circostanze vedrà uno sforzo intenso dovuto allo stiramento eccessivo. Potrebbero comparire le smagliature, che basterà prendere in tempo con creme idratanti che vanno ad aumentare l’elasticità della pelle. Aumenterà anche il bisogno di vitamine e magnesio che verranno integrati adeguatamente (il magnesio aiuterà molto al momento del travaglio). Chiaramente in questo mese è sconsigliato lo sforzo intenso.

L’ottavo mese

L’ottavo mese è il mese che comincia a dare più sicurezza riguardo il parto prematuro, ma non è sicuro al 100%. I rischi sono nettamente diminuiti ma sempre presenti. Iniziamo per la madre dolori più forti dovuti al movimento del bambino che tende a posizionarsi a testa in giù. La sensazione di affaticamento è più aggressiva, il seno gonfio comincia a far perdere qualche goccia di liquido giallastri che è il colostro, il pre-latte che nutrirà il neonato per i primi giorni di vita prima di adattarsi al latte. La maggior parte delle future mamme riconoscono una nuova ritenzione idrica che sarà risolvibile bevendo più acqua e rispettando una dieta ricca di fibre.

Gli esami da fare

Ai comuni esami di routine già citati si aggiungono tutti gli esami per lo streptococco. Si effettuerà la terza ecografia, insieme a quella di accrescimento che serve per vedere la conformazione finale del feto e la sua posizione attuale. Qualora il feto non dovesse essere posizionato in posizione cefalica, si effettuano delle manovre che andranno a compensare il mancano movimento. Per quanto riguarda invece i consigli che nell’ottavo mese si tendono a dare sono:

  • fare esercizi mirati sulle respirazioni che possono aiutare sia per i dolori fisici che per compensare l’affaticamento.
  • continuare il riposo intensificato

Il nono mese 

Siamo ormai al termine della gravidanza, siamo alla 40esima settimana. Il nono mese della gravidanza è quello più scombussolato. La mamma giunta al termine vedrà la scomparsa del tappo mucoso, ovvero quella membrana che ha tappato l’utero fino a quel momento. Questa è dovuta alle contrazioni dell’utero, perciò non sono indice di allarme per la gravidanza.

In questo mese si verificherà anche la rottura delle acque, che è ben diversa dalla rottura del tappo, che lascia passare gran parte del liquido amniotico. Questo step da il via al travaglio vero e proprio, la donna si avvicina al parto sempre di più. Le contrazioni che da questo momento la mamma avrà sono ben diverse da quelle che sentirà ora. Queste sono più frequenti, intense e dolorose. L’utero ha schiacchiato gli altri organi e di conseguenza vari sono i disturbi correlati a questa condizione:

  • fiato corto
  • stimolo di andare in bagno
  • frequenza nella minzione

Gli esami da fare

Arrivati in questo momento della gravidanza, il piano assistenziale è stato già definito: la donna sicuramente richiederà l’anestesia epidurale che la accompagnerà durante al parto naturale. Il medico consiglierà la donazione e conservazione del cordone ombelicale per il mantenimento delle cellule staminali embrionali.

I consigli

La durata del parto e del travaglio varia da donna a donna, e soprattutto varia anche di intensità. Nel caso in cui il parto riguardasse il primo figlio il travaglio sarà più lungo e può durare anche 14 ore. La fase espulsiva invece può durare anche qualche ora.

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