Il THC è uno dei principi attivi della Cannabis: ma quali sono i suoi effetti reali e quanto dura in circolo nelle urine e nel sangue? Cercheremo di rispondere a queste domande andando ad affrontare tutte le caratteristiche della sostanza in questione, la formula e il suo utilizzo in medicina.

La sigla TCH è l’abbreviazione per delta-9-tetraidrocannabinolo: detto così sembra quasi una brutta parola e di certo non chiarisce le idee su quello che è effettivamente. Diciamo che è il principio attivo più conosciuto perché è il progenitore della famiglia dei fitocannabinoidi. Questa è prodotta da fiori di cannabis, che possono essere trattati in modo diverso per poi poter essere assunti in altrettanti modi, quindi possono essere inalati, vaporizzati e fumati.

THC: Cos’è?

Il THC è uno dei composti chimici più noti presenti esclusivamente nel genere vegetale della cannabis. Si tratta di una sostanza psicogena euforizzante ma, nelle giuste dosi, ha effetti positivi sul nostro organismo, quale quello antiemetico (calma il senso di nausea e vomito). Viene associato alle droghe cattive, nonostante i piacevoli momenti che essa regala. Ma a cosa sono dovuti quegli effetti, ovviamente non sempre così piacevoli? Che effetti ha sul cervello? E in che modo influisce sul nostro corpo? Ignoranza fa da padrone, decenni senza risposte sono serviti soltanto per rendere la cannabis, la droga più vietata al mondo.

THC: Formula

La sostanza THC, la cui formula è la seguente: C21H30O2, ha diversi effetti sul comportamento umano. Ve lo spieghiamo in breve dal punto di vista chimico-fisiologico: esistono dei recettori ai quali questa si lega questa sostanza che, a sua volta, va a stimolare il rilascio di dopamina da parte di specifiche zone nel nostro cervello. La dopamina è un neurotrasmettitore che agisce:

  • nella modulazione del comportamento umano
  • sull’umore
  • sul ritmo sonno-veglia
  • sull’attenzione e sulla memoria

Ogni volta che THC si lega ai suoi recettori, stimolerà sensazioni di piacere, quali anche il sollievo da un forte dolore. Si creerà questa sensazione di euforia e benessere generale anche perché i recettori sono sparsi per tutto il corpo, come per esempio, nel tratto digestivo, dove essa va a stimolare un ormone chiamato ‘ormone della fame’ che tende anche a ridurre la sensazione di nausea. Anche in minima dose, la sostanza in questione è capace, a suo modo, di ampliare anche il contenuto emozionale. Di contro c’è l’uso di eccessive quantità che possono indurre anche comportamenti aggressivi o depressione.

Thc Formula
Formula THC

THC: Effetti

In realtà quello che tutti tendono a ‘voler dimenticare’ sono gli effetti negativi che essa induce al corpo. Gli stessi effetti che ci hanno portato a voler parlare della durata di questa sostanza nelle urine e nel sangue. La sostanza in questione provoca solitamente, soprattutto a dosi massicce:

  • allucinazioni
  • tachicardia
  • paranoia
  • alterazione psicomotoria
  • letargia

Sono effetti che durano circa due ore e danno il massimo effetto in 10-30 minuti. Per non parlare degli effetti a lungo termine presenti fra i giovani:

  • sicuramente diminuzione di QI
  • perdita della memoria e della cognizione
  • c’è chi sostiene anche che la sostanza comprometta la sterilità maschile

Esistono degli esami tossicologici, a cui una persona si deve sottoporre per poter rispondere alla domanda principale che ci ha spinto a trattare dell’argomento: Ma quanto dura l’erba nel corpo?

Quanto dura il THC nel sangue?

La regola generale sostiene che la cannabis rimane nel sangue per circa 7 giorni. Ovviamente si parla di un singolo consumo. In chi fa un uso più esagerato questa può restare in circolo anche per circa 25 giorni. Tuttavia esistono come sempre, delle variabili, ovvero:

  • Metabolismo individuale
  • Frequenza e quantità di consumo
  • IMC (indice di massa corporea)
  • Età

L’analisi del sangue per la cannabis non è solito. I metaboliti di questa sostanza non rimangono nel sangue per molto tempo, diversamente dai cannabinoidi. I test che vengono effettuati cercano un metabolita attivo chiamato THC-COOH, che è un prodotto di degradazione del THC. I massimi livelli nel plasma sanguigno li ritroviamo dopo 5-10 minuti il consumo. Successivamente, la sostanza inizia a diminuire a scapito di un aumento di altri metaboliti. Il picco di THC-COOH viene raggiunto 81 minuti dopo il consumo. La cannabis è presente nel sangue per un periodo di tempo più breve rispetto all’urina. Per questo motivo le analisi del sangue vengono effettuate per verificarne il consumo più recente.

Quanto dura il THC nelle urine?

Abbiamo accennato che nelle urine la sostanza alloggia per più tempo. La tipologia più popolare di test per le droghe è, appunto, il test delle urine, che è capace di rilevare l’utilizzo di stupefacenti per giorni o settimane dopo l’uso. Purtroppo i test delle urine non riescono a rilevare la componente principale che è il THC, ma riescono a riconoscere il cannabinoide metabolita non psicoattivo THC-COOH. È questo che rimane in circolo per tutto quel tempo. Per questo motivo, ovvero la lunga permanenza, le urine sono più sensibili a un’eventuale presenza di queste sostanze piuttosto che ai farmaci in sé per sé.

La frequenza dell’utilizzo viene identificata tramite le componenti che costituiscono l’urina, e vanno a definire l’emivita della droga in circolo. Ovviamente per le persone che:

  • ne fanno uso più frequentemente, il metabolita non attivo THC-COOH rimane nel molto più tempo, circa qualche settimana prima di poter non essere più identificabile e visibile tramite test.
  • ne fa uso occasionalmente, la sostanza rimane giusto qualche giorno, dopo i quali non si avrà più traccia nelle analisi del sangue.

A livello urinario il metabolita provoca un’instabilità non indifferente nell’arco della giornata. Ecco perché, seppur nel sangue non sia presente alcuna traccia, nelle urine invece è visibile eccome. I cataboliti hanno bisogno di più tempo per arrivare nelle urine. I consumatori abituali arrivano ad avere livelli di THC-COOH superiori ai 1.000 ng/ml. Soltanto con l’astinenza si possono azzerare questi livelli.

Quanto tempo passa prima di risultare positivo al test delle urine?

Se l’utente non ha precedenti di uso di determinate sostanze, i livelli di THC possono essere visibili dopo circa 4 ore, prima di attivare la soglia di positività di 50 ng / ml. Importante sapere che è quasi impossibile risultare negativo il primo giorno e positivo un secondo giorno, perché i tempi di rilevazione si estendono circa tre settimane se non per un periodo più lungo.

Esiste però un meccanismo secondo il quale un utente cronico, con alta tolleranza, tenderà a eliminare le droghe più rapidamente di un utente occasionale. Il grasso, come citavamo nei fattori importanti, da anche il suo contributo, infatti chi ha poca massa grassa ha un metabolismo più veloce, sì, ma sono privi anche di depositi grassi per i metaboliti del THC. Il grasso causerà un ritardo nell’eliminazione e un tempo di scoperta più lungo. Alcuni sono della teoria che:

  • Aumentare il metabolismo è il modo più efficace per diminuire il periodo di tempo di rilevazione della droga.
  • L’attività fisica può aumentare il metabolismo
  • Una dieta calorica è il secondo miglior modo per aumentare metabolismo
  • Consumare cibo calorico aumenterà il tasso metabolico
  • Al contrario, una dieta leggera lo diminuisce.

Molti tentano di superare il test bevendo litri e litri di acqua per ‘diluire il sistema’ non sapendo che anche l’urina, se è troppo diluita, comunque, rischia di non passare inosservata al test. Molti consumatori, i più disperati, forse quelli che avevano già provato con l’acqua, si affidano alla pectina della frutta per ripulire i metaboliti del THC oppure bevendo quantità elevate di latte. Non ci sono molti studi su questi metodi, quel che noi sappiamo e che gli studi dimostrano, è  fare esercizio fisico e mangiare molto. Il consiglio vero è quello di smettere in tempo, perché chissà, magari un giorno scriveremo un articolo su ciò che può comportare tutto questo.

THC Legale

Quando si parla di THC legale si fa un grosso errore inconsapevolmente così come parlare di cannabis legale. Difatti, è proprio il principio attivo psicotrofico della cannabis, il THC, ad essere illegale in Italia, se non in una bassissima quantità. Negli ultimi anni si stanno sviluppando metodi alternativi per garantire un consumo di canapa regolato da una determinata legge, la 242 del dicembre 2016. Quella che si definisce Cannabis Light o Cannabis legale è essenzialmente canapa con un basso tasso di THC. In base alla legge italiana 242 la produzione e commercializzazione sono legali in Italia qualora la cannabis abbia un contenuto di THC che non superi lo 0,2%

THC in medicina

Quello che a noi interessa è proprio il beneficio che la medicina sfrutta a suo vantaggio. La cannabis viene usata come trattamento per i pazienti affetti da dolore cronico, vale a dire quello dovuto a malattie come la sclerosi multipla. Inoltre in ospedale si sfrutta l’effetto antiemetico per poter migliorare la condizione di tutti i pazienti sottoposti a chemioterapia per il trattamento dei tumori. Risulta anche che vada a migliorare i sintomi della sindrome di Tourette, una malattia neurologica caratterizzata dalla presenza di tic motori. Ovviamente, quello che tutti sapevate è che un altro effetto significativo è quello contro l’ansia.

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