Il diabete mellito: i tipi, i sintomi e i rimedi

La parola diabete, anche conosciuto come diabete mellito, deriva da un termine greco che significa “passare attraverso”, questo perché almeno nell’antichità, il diabete veniva diagnosticato assaggiando le urine, che teoricamente non dovrebbero contenere lo zucchero in eccesso, ma che però apparivano dolciastre.

Ora si è affetti da diabete quando il corpo è incapace di mantenere stabile il livello di glucosio nel sangue, vale a dire la glicemia. Il compito spetterebbe al pancreas che tramite la produzione di insulina, mantiene stabile il livello di zucchero nel corpo.Questo è un ormone essenziale per l’appropriato metabolismo di grassi e carboidrati nel corpo. Quando, come si verifica in questi casi, non è più disponibile la quantità di insulina adeguata, il trasferimento di glucosio all’interno delle cellule è alterato, perciò aumenta.  Ciò va a creare problemi anche alle cellule, le quali non riescono più ad utilizzare il glucosio per produrre energia  Quest’ultimo per comodità viene diviso in:

  • Diabete di tipo 1: il pancreas smette di riuscire a produrre l’insulina.
  • Diabete di tipo 2: l’insulina qui è prodotta, ma in modo diminuito rispetto alla norma anche se tendenzialmente la causa di questo tipo è da attribuire a una diminuita sensibilità dell’organismo all’insulina.  

Il diabete, per queste caratteristiche, non viene più considerato come una semplice patologia, ma come una vera e propria sindrome cronica, caratterizzata da un forte aumento di zucchero, comunemente conosciuta come iperglicemia. A differenza di quanto si possa pensare è una patologia dai risvolti invalidanti per il soggetto affetto. 

Tipi di diabete

Molteplici sono le forme conosciute di diabete mellito, ed è proprio questo il motivo per cui è importante conoscere le classificazioni che si sono da sempre stilate per amplificare la conoscenza circa il diabete:

Vecchia classificazione:

Redatta nel 1980, divide il diabete mellito in cinque sottogruppi:

  • Diabete insulina-dipendente, anche conosciuto come il diabete giovanile
  • Diabete non insulino-dipendente o diabete dell’età adulta, della maturità
  • Diabete da malnutrizione, chiamato così perché era quello maggiormente diffuso nei paesi più poveri e Tropicali
  • Diabete gestazionale o GDM, presente durante la gravidanza
  •  Altri tipi che in realtà sono patologie minori del pancreas o alterazioni metaboliche di iperglicemia, dovute ad assunzioni di farmaci, droghe o sostanze tossiche.

La nuova classificazione

Secondo la classificazione più aggiornata, che è quella su cui ci concentreremo maggiormente, il diabete si annoierebbe in tre distinti sottogruppi:

Diabete mellito di tipo 1

E’ quello più conosciuto perché racchiude, nel suo termine, tutte quelle forme che provocano dei problemi al sistema immunitario che attacca le cellule beta del pancreas (le stesse che si occupano della produzione di insulina) perché le riconosce come estranee. Ecco perché questa forma di diabete viene riconosciuta come patologia autoimmune. Eziologicamente solo il 5-10% circa di tutti i soggetti affetti da diabete presenta la malattia di tipo 1. E’ una forma di diabete che generalmente si sviluppa prima dei 30 anni, anche se ci sono stati molti casi in cui si è sviluppato anche in età tardiva. Non sono ancora certe le cause di tale mutamento da parte delle cellula del sistema immunitario, secondo molti studi si attribuisce a un fattore ambientale, probabilmente un’infezione virale o un fattore nutrizionale nell’infanzia o nell’adolescenza. Di certo la predisposizione genetica non aiuta i soggetti più sensibili.

I sintomi classici riguardano:

  • l’aumento della minzione
  • aumento di sete e appetito
  • netta perdita di peso
  • Poliuria: minzione eccessiva
  • Affaticamento cronico
  • Secchezza delle fauci

Esiste però un esame che ci permette di effettuare una distinzione fra i due tipi di diabete (1 e 2), ed è la ricerca degli anticorpi partecipi alla reazione autoimmune. La vita del dell’individuo, dopo la diagnosi di diabete di tipo 1, non è affatto semplice. La persona infatti dovrà assumere quotidianamente la sua dose di insulina esogena, vale a dire la forma sintetica dell’ormone, a tempo indeterminato. La nota positiva è che tutto ciò non ha effetti estremi sulla vita della persona, insomma, non compromette negativamente il decorso della malattia.

Come qualsiasi cosa, esistono delle complicanze, quella che richiede maggiore attenzione è l’Ipoglicemia, dovuta a un’eccessiva assunzione di insulina.

Un’altro esempio di complicanza che vi vogliamo illustra è Chetoacitosi diabetica, dovuta ad un accumulo di corpi chetonici, dovuti a digiuno prolungato o a cattiva alimentazione.

Diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 il pancreas continua a produrre insulina, anche eccedendo a livelli oltre norma durante la prima insorgenza della malattia. L’organismo risponde sviluppando un’alta resistenza all’insulina, facendo si che non sia sufficiente per tutto l’organismo. Nelle forme avanzate della malattia si può vedere che il pancreas cessa la produzione di insulina.

Teoricamente non dovrebbe essere presente nei bambini, ma negli ultimi anni accresce il suo sviluppo anche in età minore, Ad ogni modo, solitamente esordisce in soggetti di età superiore a 30 anni e diviene progressivamente più frequente con l’età. Eziologicamente è più presente nei soggetti di razza nera, rispetto ai bianchi, o anche in quei gruppi asio-americani o indiani d’America. Avendo una trasmissione prettamente familiare, è normale che in queste zone questo tipo di diabete sia più presente. (Vedi anche: Emoglobina glicata)

Questa forma di diabete comprende:

  • deficit nella secrezione dell’insulina
  • resistenza dei tessuti all’azione dell’ormone insulina

Ecco perché la causa primaria è l’obesità, più grave soprattutto nei soggetti più predisposti che hanno un’alta probabilità di contrarlo. L’obesità causa resistenza all’insulina perché queste persone necessitano un quantitativo di ormone maggiore rispetto agli altri individui.

Solitamente i trattamenti terapeutici che vengono effettuati sono mirati all’attività fisica e alla dieta, che dovrà essere una dieta sana ed equilibrata. Qualora l’intervento ‘leggero’ non dovesse far effetto, si passa alla somministrazione di farmaci specifici, come la metformin e l’insulina, quotidianamente. Quando si decide di far subentrare l’insulina, bisogna essere disposti anche a controllare i livelli di glucosio, tramite stick glicemico, quotidianamente, prevalentemente prima della colazione e dopo i pasti. (Vedi anche l’importanza della Vitamina B1 per il diabete)

I sintomi attribuibili a questa forma di diabete sono:

  • Bisogno di urinare spesso;
  • Intenso senso di sete;
  • Forte appetito;
  • Astenia (stanchezza) ricorrente
  • Visione offuscata
  • Lenta guarigione dalle ferite

Diabete gestazionale

Di tutte gli altri tipi di diabete esistenti, in questo articolo ci concentreremo su quello gestazionale. Questa forma di diabete viene diagnosticata in primo luogo durante il periodo di gravidanza, a cui deve il nome appunto. Non ha nulla a che vedere con il diabete preesistente alla gravidanza che tende a complicarsi durante tutto il periodo gestazionale. Questo, se trattato, può anche non comportare alcun rischio per madre e bambino. Le cause sono da attribuire a un malfunzionamento di ormoni, che con la gravidanza sappiamo tendono ad alterarsi, che ostacolano il funzionamento primario dell’insulina. Viene riconosciuto dal fatto che, clinicamente la donna al controllo risulta avere aumentato il valore della produzione di insulina 3 volte più grande rispetto al valore norma.

Capita pero che il pancreas non riesce a far fronte a tutti questi problemi, vale a dire non riesce a colmare la grande richiesta di insulina, perciò i livelli di glucosio aumentano sproporzionatamente. I rischi che si possono riscontrare sono:

  • Per il bambino, il diabete gestazionale può provocare sofferenza fetale e problemi alla nascita legati sia al parto stesso e ipoglicemia
  • Per la mamma, se non trattato, ci saranno complicanze di accrescimento del bambino che possono provocare dei problemi durante il parto con conseguenze gravi di emorragie post-partum 

Le domande che le donne maggiormente si pongono sono: una donna e un bambino che hanno avuto diabete gestazionale sono più predisposti a riscontrare diabete? Si, principalmente il diabete di tipo 2, ovvero quello che complisce gli adulti, e anche il bambino, anche se in età più adulta, potrebbe avere insorgenze di diabete.

I controlli vengono effettuati ogni 15 giorni circa e sono dedicati alla presa delle misure del bambino, il quale avrà tutti i parametri controllati, in più si calcolerà il livello di liquido amniotico, il quale, essendo prodotto dall’urina della madre, è il primo a subire i danni da eccessivo glucosio nel corpo.

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