Cosa sono i Probiotici e a cosa servono? Benefici e funzioni di questi organismi, le caratteristiche, dove si trovano, gli effetti sul sistema immunitario e i migliori Probiotici in commercio attualmente. Qual è la differenza tra Probiotici e Fermenti Lattici? Cerchiamo di rispondere a tutte le domande attraverso un focus sull’argomento.

Parlare di Probiotici è un buono strumento per trattare, contemporaneamente, anche di un altro argomento particolarmente importante: il sistema immunitario. Il sistema immunitario ci permette di difendere il nostro organismo da “attacchi esterni”. Quando questo è debole e le difese immunitarie non svolgono il loro dovere nel pieno delle loro capacità, è raccomandabile porre rimedio in fretta. Per evitare di dover ricorrere continuamente a medicinali, anche solo per una lieve influenza, è utile, infatti, conoscere il mondo dei Probiotici.

Probiotici: Cosa sono?

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i probiotici sono quegli organismi che, consumati vivi, apportano un beneficio alla salute dell’ospite, rafforzando il sistema immunitario e cautelandolo da possibili attacchi esterni. Per probiotici si intendono dunque microrganismi, in genere batteri come i lactobacilli o i bifidobatteri, ma in alcuni casi anche dei lieviti.

Curiosità

La prima volta che qualcuno parlò di microrganismi vivi come probiotici, fu nel 1908 quando Nobel Elie Metchnikoff avanzò una teoria sulla longevità della popolazione bulgara. Secondo Metchinikoff, infatti, questa era dovuta all’abitudine dei cittadini bulgari di bere ingenti quantità di latte fermentato.

I probiotici si caratterizzano per alcune peculiarità:

  • Producono effetti benefici all’organismo dell’uomo contro gli effetti negativi dei microrganismi patogeni
  • Sono presenti nel nostro organismo
  • Aderiscono alle pareti dell’intestino
  • Non sviluppano reazioni immunitarie negative per il nostro organismo, anzi rappresentano effettivamente un aiuto nel combattere infezioni e agenti patogeni
  • Resistono al processo digestivo, sali biliari, succhi gastrici ecc.

Probiotici: A cosa servono?

La somministrazione di probiotici – o, per meglio dire, di appropriati ceppi di probiotici – avviene generalmente in presenza di disordini dell’apparato gastro-intestinale. I probiotici costituiscono un vero e proprio coadiuvante per l’apparato gastro-intestinale, ma vi sono altri impieghi comuni. Il più diffuso è probabilmente la ricerca di un generico miglior stato di salute attraverso il rafforzamento del sistema immunitario. Sebbene manchino ancora prove scientifiche a riguardo, si ritiene che alcuni probiotici siano in grado di scongiurare il proliferare di alcuni ceppi di batteri dannosi. I Probiotici entrerebbero in competizione con essi, andando a stimolare la produzione di anticorpi.

Rimedi per la diarrea

Oltre all’azione preventiva, i probiotici possono essere utili come coadiuvanti per scongiurare l’insorgenza di diarrea; ad esempio in seguito a trattamento con antibiotici. Si sono infatti dimostrati efficaci anche nel trattamento della diarrea dei lattanti e nella diarrea del viaggiatore. Diversi studi mostrano infatti che un’assunzione continuata di probiotici in concomitanza con la circostanza che potrebbe causare diarrea (ad esempio la cura con antibiotici) diminuisce la probabilità che la stessa si manifesti. L’abitudine all’uso dei fermenti lattici in caso di diarrea non è tuttavia una novità: prodotti come l’Enterogermina, infatti, sono presenti nelle case degli Italiani già da decenni, somministrati con regolarità insieme ai più comuni antibiotici.

In virtù della loro capacità di regolare la flora batterica intestinale, alcuni ceppi di probiotici sono usati anche per contrastare la stipsi e, in generale, i disturbi dell’intestino: come la sindrome dell’intestino irritabile e l’infiammazione intestinale.

probiotici

Probiotici: Benefici sul sistema immunitario

Molto lo ignorano, ma il tratto digestivo è importante nel meccanismo di difesa del nostro organismo. Questo perché non è solo responsabile della digestione del cibo ma ha anche tante altre funzioni che possono rivelarsi fondamentali per l’equilibrio del corpo. La funzione difensiva dell’intestino viene svolta da:

  • microflora batterica intestinale
  • mucosa intestinale
  • sistema immunitario intestinale

L’azione di probiotici è quella di inibire o uccidere microorganismi dannosi e indesiderati che si trovano nell’intestino, producendo sostanze batteriostatiche e battericide che portano alla produzione di acido lattico che abbassa il pH intestinale. Con questa azione i probiotici proteggono l’intestino contro una vasta gamma di batteri patogeni tra cui:

  • Salmonella o Shigella
  • Clostridium
  • Helicobacter
  • Candida albicans

Il loro compito è quello di mantenere una corretta composizione della microflora e mantenere uno stato sano ed equilibrato della mucosa e di tutto il sistema immunitario intestinale. È stimato che il 70% del sistema immunitario si trova nell’intestino, per cui un invasione di microorganismi dannosi può creare uno stato di infiammazione e provocare problemi. I batteri probiotici agiscono in modo positivo perché regolano la migrazione delle cellule immuni verso l’origine dell’infiammazione, andando a proteggere l’organismo dallo squilibrio che solitamente porta a intolleranze, allergie e malattie autoimmuni.

Differenza tra Probiotici e Fermenti Lattici

Il nome “fermenti lattici” è impreciso: esso viene attribuito impropriamente ai batteri lattici, ovvero quei batteri capaci di metabolizzare il lattosio. Tra questi i migliori sono quelli che producono, in percentuale, più acido lattico. I microbi capaci di tale operazione sono soprattutto Lactobacillus, Lactococcus, Leuconostoc, Pediococcusm e alla specie Streptococcus. Non tutti i fermenti lattici, però, possono dirsi probiotici.

Spesso, infatti, non arrivano vivi all’intestino e non possono, pertanto, apportare benefici all’organismo. La dicitura “con fermenti lattici vivi” che si trova sulle confezioni di molti yogurt, tuttavia, è corretta, poiché essi sono vivi all’interno del prodotto (e lo restano fino a che non entrano a contatto con i succhi gastrici).

Poiché i più noti probiotici sono associati al consumo di latticini, spesso si ritiene erroneamente che non siano indicati per le persone intolleranti al lattosio. Al contrario, alcuni di questi batteri contribuiscono alla sua metabolizzazione, rendendo gli alimenti che contengono lattosio più digeribili per coloro ai quali causa disturbi. Ciò accade poiché i Probiotici si scompongono in glucosio e galattosio.

Probiotici: Dove si trovano?

I Probiotici vengono generalmente aggiunti ad alimenti fermentati, come yogurt o kefir, e ingeriti con essi. È in questa forma che sono entrati in massa sul mercato negli ultimi anni, grazie anche a prodotti di note marche che ne decantano le capacità di favorire la regolarità intestinale o rinforzare il sistema immunitario. La caratteristica principale che distingue i probiotici dagli altri batteri, come visto, è la capacità di arrivare vivi nell’intestino, dove si moltiplicano. Sebbene sia necessario assumerli in modo continuato per trarne beneficio, infatti, non è necessario che siano assunti in quantità molto elevata, poiché essendo organismi vivi sono in grado di moltiplicarsi.

Occorre tenere presente, però, che le quantità di probiotici indicate sulle confezioni dei prodotti che li contengono si riferiscono al prodotto al momento del suo confezionamento. Si presumono invariate se esso viene correttamente conservato. Gli sbalzi di temperatura cui sono sottoposti alcuni alimenti destinati alla grande distribuzione (e non solo quelli, si pensi semplicemente allo shock termico subito dai latticini in estate, quando vengono scaricati da un camion-frigo, consegnati al punto vendita in condizioni di temperature elevate e ivi posti nuovamente in frigorifero) sono solitamente tali da non compromettere la qualità e la sicurezza del prodotto.

Probiotici: i migliori in commercio

Qualora si verifichi l’esigenza di contrastare alcuni disturbi con l’assunzione di probiotici, infatti, spesso i medici consigliano di assumerli attraverso integratori specifici. In genere questi integratori si presentano sotto forma di soluzione o polvere. Questi prodotti hanno solitamente scadenze lunghe, poiché più lunga è l’”aspettativa di vita” dei probiotici in tali confezioni.

Alcuni integratori in vendita in farmacia, ad esempio, possono considerarsi simbiotici, poiché si compongono di un flacone con una soluzione liquida contenente prebiotici e un tappo-serbatoio contenente i probiotici in polvere (generalmente lattobacilli). Questi, poi, devono essere miscelati al liquido solo al momento dell’assunzione, affinché i microrganismi si mantengano vivi più a lungo. Anche in questo caso, tuttavia, il buonsenso farebbe preferire integratori di produzione recente, poiché più lungo è il tempo in cui le confezioni sono sul mercato, maggiori sono le probabilità che un evento fortuito sfavorevole si verifichi, rendendo i ceppi non più attivi. Gli integratori più comuni ed efficaci in commercio, sono:

  • Enterogermina
  • Lactoflorene Plus
  • Yovis
  • Bifiderm
  • Enterolactis Plus

Le persone sane che desiderino integrare la propria alimentazione con un prodotto a base di probiotici potranno certamente trarne beneficio, a patto di ricercare con attenzione il tipo di microrganismo che si sta assumendo. In ogni caso, prima di vedere risultati sarà necessario assumere in modo continuo il prodotto per 3-4 settimane. Non si tratta dunque di una semplice “colazione diversa” ma di un vero e proprio integratore, che – come tutti gli integratori – potrà essere adeguato per alcune persone e inutile per altre.

Funzionano? Qual’è il più efficace?

Non tutti i probiotici hanno la stessa azione e non tutti sono stati studiati allo stesso modo. Il meccanismo e l’efficacia d’azione differisce infatti da batterio a batterio, come evidenziato in uno studio del dipartimento di Chimica applicata alla Medicina dell’Università di Washington. Lo studio ha evidenziato una profonda differenza tra l’azione di diversi probiotici, in particolare trovando un’efficacia significativa per:

  • il Saccharomyces boulardii, un lievito
  • ilLactobacillus acidophilus, un batterio comunemente trovato in alcuni yogurt arricchiti con probiotici

Gli studi scientifici sui probiotici sono relativamente recenti e non è raro trovare paper nelle cui conclusioni si legge che sono necessare ulteriori indagini per comprendere meglio le dinamiche di questi microrganismi, i cui effetti sono, tuttavia, spesso piuttosto evidenti.
Occorre, inoltre, essere consapevoli del fatto che diversi studi sui probiotici e la loro efficacia sono finanziati da aziende multinazionali produttrici di alimenti arricchiti con essi.

Rischi? Solo per pochissimi

In base alla normativa italiana, per poter dichiarare nell’etichetta di un prodotto la presenza di probiotici è necessario indicare non solo il tipo di microrganismo presente, ma anche la quantità effettivamente presente all’interno del prodotto. Questa informazione è particolarmente importante per coloro che soffrono di disturbi della permeabilità intestinale, nei quali l’uso del probiotico sbagliato potrebbe addirittura portare a infezioni e serie alterazioni della flora batterica intestinale.

Probiotici, prebiotici o simbiotici?

Una certa confusione è dovuta anche al fatto che, in correlazione ai probiotici, si usano spesso anche altri termini, le cui definizioni non sono altrettanto note o intuitive; ad esempio:

  • “Probiotico”che significa “favorevole alla vita” (dal latino “pro”, favorevole, e dal greco “bios”, vita), proprio perché possono dirsi tali solo gli organismi che apportano benefici dimostrati.
  • Si definisce “Prebiotico” (dal latino “prae”, prima), invece, una sostanza – perciò, non un microrganismo – non digeribile. Questa sostanza deve apportare all’ospite un effetto fisiologico benefico attraverso la selettiva stimolazione della crescita o dell’attività di un determinato numero di batteri indigeni (da Using Probiotics in Gastrointestinal Disorders, Ringel Y. et al., American Journal of Gastroenterology Supplements, 2012, 1:34-40).

In altre parole: i prebiotici sono “attivatori” dei microrganismi probiotici, ne favoriscono la crescita e l’attività, assicurandone l’efficacia. Hanno sull’ospite un effetto benefico indiretto, poiché da soli non svolgono funzioni migliorative. Esempi di prebiotici sono:

  1. l’oligofruttosio
  2. l’inulina
  3. galattooligosaccaridi
  4. zuccheri a catena corta che hanno la caratteristica di resistere ai primi processi digestivi
  • I “simbiotici” (dal greco “syn”, insieme), infine, sono combinazioni di probiotici e prebiotici, prodotte per apportare al tratto gastrointestinale specie benefiche di microrganismi probiotici e, al tempo stesso, creare l’ambiente per favorirne la crescita e lo sviluppo.

Probiotici e bambini

I probiotici hanno effetto positivo su sulla diminuzione o riduzione di alcune malattie, ma sono molto importanti anche nella prevenzione, soprattutto nei bambini. Nell’infanzia, la composizione della dieta è un fattore di grande importanza, perché influisce sullo sviluppo del bambino. Il latte materno ha un ruolo fondamentale ed ha una grande influenza sulla composizione della microflora intestinale.

Alcuni studi hanno portato in evidenza che i bambini che hanno ricevuto latte materno hanno una maggiore quantità di batteri probiotici, in particolare quelli del tipo lactobacillus, rispetto a quelli che sono stati allattati artificialmente. Infatti, la comparsa di diarrea è meno frequente nei bambini allattati al seno materno, inoltre, tale allattamento, aiuterebbe a prevenire il morbo di Crohn nei bambini.

I probiotici hanno un ruolo importante anche andando avanti con l’età, quando i bambini cominciano ad entrare spesso in contatto con batteri patogeni nuovi. Infatti, all’asilo e poi alla scuola elementare, i bambini vengono spesso attaccati da batteri a cui il loro corpo non è del tutto preparato, per cui è importante una buona quantità di batteri benefici. I probiotici formano una pellicola di protezione della mucosa, prevenendo l’espandersi di microorganismi patogeni e la loro crescita sproporzionata.

Tra gli effetti positivi dei probiotici sui bambini abbiamo:

  • miglior assorbimento dei minerali e delle vitamine dal cibo
  • migliore assorbimento di calcio per le ossa
  • maggiore stimolazione del sistema immunitario e altri meccanismi di difesa del corpo
  • ripristino della microflora intestinale mentre si assumono antibiotici o a termine terapia
  • prevenzione e trattamento di diarrea o stitichezza
  • controllo dei sintomi di allergie al cibo
  • protezione da infezioni e malattie che possono essere facilmente trasmesse da altri bambini