Dieta Mima Digiuno: Esperienze, Menù Esempio 5 Giorni | Funziona?

Le esperienze di chi ha testato la Dieta Mima Digiuno con un esempio di Menù studiato per 5 giorni: funziona davvero? E quali sono gli aspetti negativi? Vediamo insieme cosa significa seguire la dieta mima digiuno: una dieta elaborata dal professor Valter Longo che promette enormi benefici per la salute.

Un regime alimentare che prometterebbe un aumento delle aspettative di vita e delle condizioni generali di salute: stiamo parlando della dieta Mima Digiuno, messa a punto dal direttore del dipartimento di gerontologia dell’Università della California, il professor Valter Longo. Secondo alcuni studi preliminari, tale schema dietetico che va seguito solamente alcuni giorni all’anno, offrirebbe un’ampia gamma di benefici. Ma la dieta del Mima Digiuno funziona realmente? Scopriamolo insieme, analizzandone vantaggi, svantaggi e le esperienze di coloro che l’hanno sperimentata.

Dieta Mima Digiuno: Esperienze

Prima di analizzare nel dettaglio quanto previsto dalla dieta Mima Digiuno, è opportuno riportare esperienze e testimonianze di coloro che hanno seguito il regime alimentare. La dieta è stata oggetto di molteplici critiche ed attacchi, anche ad opera dei mass media, perché sottovaluta il concetto di educazione alimentare proponendo scorciatoie dalla dubbia efficacia.

In secondo luogo è opportuno precisare che la dieta si propone per un miglioramento delle condizioni di salute e dell’aspettativa di vita, e che il dimagrimento è solamente un effetto secondario del regime alimentare. L’obiettivo della dieta è di mettere l’organismo nello stato metabolico del digiuno, ma con lo stress fisico e psicologico mitigati da un apporto compreso tra le 800 e le 1100 calorie giornaliere.

In alcuni casi la dieta Mima Digiuno può avere un senso, perché l’autofagia, cioè costringere il proprio corpo a nutrirsi degli scarti in seguito a una dieta drastica, porta ad un miglioramento effettivo di alcune condizioni di salute. Quello che i nutrizionisti però replicano, è che una dieta di questo tipo deve essere assolutamente seguita sotto stretto controllo medico, e non certamente improvvisandosi con un libro o un kit di prodotti commercializzati ad hoc. (Vedi anche: La Dieta Detox depurante)

Menù Esempio Dieta Mima Digiuno: Schema 5 giorni

La dieta Mima Digiuno elimina dall’alimentazione quei cibi che stimolano la produzione dell’ormone della crescita e dell’insulina, puntando su un basso apporto calorico. La restrizione calorica che avviene in maniera calibrata, come anticipato dovrebbe produrre degli effetti positivi sul sistema immunitario, vascolare, nervoso e muscolare. In seconda battuta il regime alimentare limita anche l’apporto proteico, soprattutto di origine animale responsabili dell’invecchiamento cellulare e di malattie come cancro, diabete ed altre.

Il regime alimentare segue uno schema molto preciso, sviluppato in 5 giorni di restrizione calorica e come detto di basso apporto proteico (similmente alla nuovissima Dieta del Riso Scotti Dietidea). Il primo giorno prevede l’assunzione di 1.000 calorie, di cui 34% carboidrati, 56% grassi e 10% proteine. I restanti 4 giorni l’apporto scende a 750-800 calorie, di cui 47% carboidrati, 44% grassi e 9% proteine. Come suggerisce Valter Longo, la dieta andrebbe ripetuta ogni 3-6 mesi, sempre sotto il controllo di un nutrizionista. Di seguito un menù esempio.

Primo giorno

  • Una barretta ai cereali senza zuccheri aggiunti e tè verde
  • Una manciata di noci con uvetta.
  • 300 grammi di legumi cotti e 150 grammi di cereali integrali

Secondo, terzo, quarto e quinto giorno

  • Tè verde, nocciole e uvetta
  • Barretta ai cereali senza zuccheri aggiunti
  • 100 grammi di pesce, insalata con olio evo. In alternativa verdure a piacere cotte in forno oppure fagioli stufati.

Come facilmente intuibile, non si tratta chiaramente di un digiuno completo, bensì di una drastica riduzione delle calorie assunte. Per quanto riguarda invece il regime alimentare da seguire nei restanti periodi, ci sono una serie di alimenti consigliati ed alcuni banditi.

  • Da eliminarsi in età adulta. In sostituzione proteine di origine vegetale provenienti ad esempio dai legumi secchi come ceci, lenticchie, fagioli, piselli e cereali come quinoa e riso. Il consumo di carne deve essere mantenuto nei bambini e successivamente reintrodotto dopo i 65 anni. (Vedi anche: i cibi da evitare che contengono più grassi)
  • Da mangiarsi 2-3 volte a settimana, limitando quello ad alto contenuto di mercurio (ad esempio il tonno). Approvati invece sgombro, sardine e acciughe.
  • Pasta e pane. Da consumarsi integrali.
  • Da assumere in quantità.

Sono approvate nell’alimentazione le noci, le mandorle, le nocciole, l’olio extravergine di oliva. Di contro vanno eliminati gli zuccheri aggiunti e limitare il consumo di frutta (uno al giorno). Ci sono anche alcuni consigli in merito al regime alimentare di mantenimento, come aggiungere uno spuntino ai tre pasti principali e non cenare dopo le 20.00 e comunque non assumere alimenti 3-4 ore prima di dormire.

Dieta Mima Digiuno: Funziona?

Nonostante alcuni effetti della dieta Mima Digiuno possano considerarsi come positivi, al momento stabilire se tale dieta funzioni davvero è di fatto impossibile. Molto spesso nelle trasmissioni televisive si millantano le proprietà benefiche, dimenticando però che mancano delle sufficienti conferme su base scientifica. Ad oggi difatti esiste ad oggi solamente uno studio clinico su organismi umani ma il campione prescelto per la sperimentazione mostra delle lacune a livello di peso dei soggetti coinvolti e rischi cardiovascolari correlati.

Aspetti negativi

Come molte diete basate sulla chetosi, gli aspetti negativi primari sono avvertiti nei primi 2-3 giorni e si assopiscono nei giorni seguenti. Oltre alla fame, troviamo crampi allo stomaco, astenia, debolezza, disidratazione se non viene prestata l’attenzione dovuta alle bevande e malessere generale.  La dieta Mima Digiuno non deve essere assolutamente seguita in caso di attività sportive e fisiche particolarmente intense.

Si deve tenere presente che il calo ponderale è, quantomeno in parte, dovuto alla disidratazione ma soprattutto allo svuotamento di quelle che sono le riserve di glicogeno muscolare ed epatico. Da questo si evince che nonostante alcuni aspetti della dieta possano essere considerati come positivi, la dieta può rivelarsi anche parecchio debilitante.

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