E’ molto comune sentir parlare di ritenzione idrica, specialmente nell’ambito delle diete e della perdita di peso, oppure quando si parla delle cosiddette acque povere di sodio. Ma che cos’è davvero la ritenzione idrica e perché vogliamo eliminarla?

Ritenzione Idrica: Cos’è?

La ritenzione idrica è la tendenza dell’organismo a trattenere i liquidi nell’interstizio, ovvero negli spazi compresi tra le cellule. I tessuti sono composti da cellule e sebbene queste vivano a contatto abbastanza stretto, tra di loro rimangono piccole fessure tra le quali fisiologicamente si trovano i liquidi.

La presenza di liquido nell’interstizio è quindi normale, ma quando esso si accumula (per diverse cause, come vedremo) si crea il cosiddetto edema, un gonfiore anomalo che può anche essere patologico. Alcuni tessuti ed aree sono particolarmente predisposti alla deposizione di tessuto adiposo ed all’accumulo di liquidi: l’acqua naturalmente segue la legge di gravità, quindi la ritenzione idrica è più comune sulla pancia, sui glutei e negli arti inferiori.

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Ritenzione Idrica: Cause

La ritenzione idrica è quindi un accumulo di acqua che non viene adeguatamente smaltita. Ma perché l’organismo non è in grado di drenare l’acqua in eccesso? Ci sono diverse cause che possono provocare al ristagno dei fluidi nei tessuti e molte (ma non tutte) dipendono da una alterazione della circolazione venosa e linfatica, che non riescono più ad eliminare i liquidi in eccesso. Le cause sono numerose, ma per la maggior parte sono riconducibili ad uno stile di vita scorretto.

Ritenzione idrica primaria

Detta anche circolatoria, è dovuta al cattivo funzionamento del sistema venoso e linfatico. Le pareti delle vene sono piuttosto elastiche e le vene sono dotate di vere e proprie valvole che impediscono il ritorno del sangue alle estremità degli arti, spingendolo verso i polmoni. La perdita di tonicità delle vene causa un malfunzionamento delle valvole, che non gestiscono più bene il flusso di sangue, il quale ristagna nelle vene: parte della parte liquida del sangue migra nei tessuti, provocando edema.

Un certo grado di ritenzione idrica è tipico nelle donne a fine gravidanza, perché il peso del feto grava sulle vene favorendo la stasi del sangue ed impedendo il ritorno dei fluidi. Normalmente si risolve dopo il parto.

Ritenzione idrica secondaria

Si tratta di una forma causata da altri problemi che possono riguardare lo stato ormonale, il funzionamento renale e cardiaco, alcuni farmaci e l’assunzione di alimenti ricchi di sale. Nei soggetti che soffrono di insufficienza renale, i reni non riescono più a regolare l’equilibrio idro-salino e l’accumulo di liquidi ne è la conseguenza; le gambe si gonfiano e si ha un forte aumento di peso, dovuto per la maggior parte ai liquidi. L’edema però è anche segno di insufficienza cardiaca acuta o cronica, oppure di cirrosi epatica e di ipertensione arteriosa. In questi casi, la ritenzione idrica viene curata risolvendo la patologia sottostante.

Anche alcuni farmaci (antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva) causano ristagno di liquidi: viene detta ritenzione idrica iatrogena e non è quasi mai responsabile di un grave accumulo di liquidi. La famigerata pillola anticoncezionale solitamente causa un accumulo di liquidi nell’ordine di circa 1 kg, quindi è sbagliato ritenere che provochi un forte aumento di peso.

L’alimentazione scorretta è una delle maggiori cause di importante ristagno di acqua nei tessuti. Il sodio è un elemento chimico che richiama fortemente acqua ed i suoi effetti sono addirittura moltiplicati quando è associato ad altri elementi come il glutammato (presente nel dado da cucina e negli esaltatori di sapidità). Per eliminare ritenzione idrica la prima regola è tagliare il consumo di cibi fortemente salati.

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Curisotà

Le cosiddette acque minerali povere di sodio rappresentano una pubblicità ingannevole, perché l’acqua in ogni caso ne contiene in quantità trascurabile.

Ritenzione idrica: Sintomi

Non è difficile sapere se si è affetti da ritenzione idrica. Un test piuttosto comune è premere un dito sulla parte anteriore della coscia per 2-3 secondi: se rimane l’impronta, si è in presenza di ritenzione idrica. Anche un semplice dosaggio di sali minerali nelle urine è in grado di rivelare se c’è un eccesso di sodio.

Sintomi comuni di ritenzione idrica sono sensazione di pesantezza alle gambe, edema non doloroso alle gambe (specialmente ginocchia e caviglie), presenza di “fossette” negli arti inferiori, cambiamenti nell’aspetto della pelle che diventa più tesa e lucida. Altri sintomi, come difficoltà di movimento, disturbi gastrointestinali e mal di testa, si verificano se la ritenzione idrica è grave.

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Ritenzione Idrica: Rimedi

All’origine del ristagno dei liquidi ci sono problemi circolatori, in particolare delle vene e dei vasi linfatici. La ritenzione idrica non è da confondere con la cellulite, anche se entrambe interessano le stesse zone e sono simili alla vista; la ritenzione idrica è un accumulo di liquidi, la cellulite è l’infiammazione del tessuto sottocutaneo. Se la ritenzione idrica è secondaria ad altre patologie, per eliminarla bisogna curare le malattie sottostanti. Se invece, come nella maggioranza dei casi, è dovuta ad un cattivo stile di vita, per migliorarla bisogna impegnarsi correggendo l’alimentazione e facendo attività fisica.

Sport

Gli sport migliori per eliminare i liquidi sono il nuoto e la camminata veloce, attività che rinforzano le pareti delle vene e favoriscono il microcircolo, stimolandolo a drenare i liquidi. Bisogna evitare di stare in piedi a lungo (l’acqua rispetta la legge di gravità e tende ad andare verso il basso), no a pantaloni stretti e tacchi alti; perfette le camminate sulla spiaggia a piedi nudi per esercitare su gambe e piedi un’azione massaggiante e stimolante. Lo sport inoltre aiuta a dimagrire: la perdita di peso promuove la diuresi. Non tutti gli sport sono adatti, ad esempio corsa, pallavolo e tennis prevedono frequenti impatti con il terreno che non sono un toccasana per la circolazione venosa.

Alimentazione

L’alimentazione è un aspetto importante per contrastare l’accumulo di liquidi: non solo un’alimentazione corretta aiuta a dimagrire, ma bisogna evitare l’assunzione di eccessivo sodio, quindi stop a cibi salati (salumi, formaggio stagionato, salatini, frutta secca o salata, patatine fritte, dado da cucina): per insaporire le pietanze è meglio usare le spezie e le erbe aromatiche. Via libera a frutta, verdura, formaggi freschi, fibre e cereali. Perfette le tisane diuretiche e drenanti a base di betulla, ippocastano o tarassaco ed è sempre valido il suggerimento di bere almeno 2 litri di acqua al giorno evitando bibite gassate e bevande zuccherate. Le acque povere di sodio servono a poco, perché è di ben altri cibi che bisogna preoccuparsi…

Curiosità

I farmaci diuretici sono assolutamente sconsigliati, anzi possono persino essere pericolosi, perché oltre ai liquidi eliminano sali minerali necessari al corretto funzionamento cellulare.

Perché è importante evitare il sale? Il sodio gioca un ruolo importante nell’equilibrio idro-salino dell’organismo: un suo eccesso richiama i liquidi nei tessuti e sfavorisce i livelli di potassio, che è invece essenziale per il funzionamento dei neuroni e del muscolo. Anche il magnesio risente dei livelli eccessivi di sodio: una sua carenza peggiora la ritenzione idrica e aumenta le scorie nell’interstizio. Ciò non significa che il sodio vada evitato, ma che non va assunto oltre il limite giornaliero di 2 grammi (che corrisponde a circa 5 grammi di sale da cucina).

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Fumo ed alcolici

Come per tutte le altre patologie esistenti, fumo ed alcolici non fanno che peggiorare la ritenzione idrica: il fumo perché riduce l’ossigenazione tissutale e le scorie inspirate passano nel sangue e finiscono nei tessuti, l’alcol perché è fortemente calorico, favorisce il sovrappeso e sovraccarica il fegato. Se si desidera migliorare la propria condizione fisica, i vizi sono i primi a dover essere abbandonati.

Ritenzione Idrica Donna e Uomo

Le donne sono maggiormente soggette alla ritenzione idrica per una questione ormonale (gli estrogeni favoriscono l’accumulo di tessuto adiposo e di acqua): il 30% della popolazione femminile italiana soffre di questo disturbo. Nelle donne la ritenzione idrica si associa comunemente a cellulite, che consiste nella deposizione di cellule adipose nello strato sottocutaneo.

In menopausa la ritenzione idrica si acutizza, perché le ovaie rimpiccioliscono e si atrofizzano, con riduzione ed infine cessazione della produzione di estrogeni: di conseguenza gli ormoni LH (luteinizzante) e FSH (follicolo-stimolante) non sono più antagonizzati e ciò rallenta il metabolismo e causa una maggiore difficoltà a drenare i liquidi e le scorie dall’organismo. Aumentano anche prolattina e ormone anti-diuretico, i quali a loro volta influenzano negativamente l’equilibrio idro-salino.

Specialmente in seguito ad alcune patologie cardiache (scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca) si verifica un accumulo di liquidi negli arti inferiori. In questo caso, sono gli uomini ad esserne più colpiti, perché i problemi cardiaci colpiscono soprattutto il sesso maschile. La ritenzione idrica è un problema molto diffuso e sentito per le sue connotazioni antiestetiche, ma non è la causa del sovrappeso, anzi è vero il contrario: i liquidi in eccesso contribuiscono solo marginalmente al peso eccessivo, è piuttosto l’obesità che causa a sua volta ritenzione idrica perché l’adipe comprime i vasi venosi e linfatici ostacolando il reflusso e contribuendo a rallentare la diuresi.