Si parla di ipoglicemia per far riferimento a quella condizione clinica caratterizzata da una diminuzione significativa della concentrazione ematica di calcio, soprattutto in quel periodo successivo al parto. La calcemia (livello di calcio nel sangue) tende a scendere anche sotto le 2,26 mmol (90 mg)/l nell’adulto, e sotto le 1,75 mmol (70  mg)/l quando si verifica nei neonati.

Ipocalcemia: Cos’è?

Lipocalcemia è quella malattia che si verifica quando i livelli di calcio nel sangue sono troppo bassi. Il calcio, come ben sappiamo, ha dei ruoli fondamentali per l’organismo, in particolare è quella sostanza essenziale per garantire:

  • la contrazione muscolare
  • la trasmissione degli impulsi nervosi
  • l’attivazione del sistema di coagulazione con la formazione del sangue e ossa

Pertanto, in caso di ipocalcemia l’organismo riscontrerà dei problemi ai muscoli, ai nervi e alle ossa. È un problema che può colpire tutti i tipi di persone, dai bambini agli anziani. Può interessare anche quei pazienti sottoposti a chirurgia della tiroide o paratiroidi, che sono tra l’altro i soggetti che possono presentare più facilmente ipocalcemia.

Funzioni del Calcio

Il Calcio è un Sale Minerale di particolare importanza per l corretto funzionamento della fisiologia del nostro corpo. I suoi principali compiti all’interno dell’organismo sono:

  • Controlla la contrazione muscolare, compreso il muscolo del cuore
  • Favorisce la coagulazione sanguigna
  • Aiuta molti ormoni a svolgere correttamente le loro funzioni all’interno dei reni e dell’intestino
  • Normalizza la trasmissione degli impulsi nervosi e delle contrazioni muscolari
  • Collabora nell’attivazione di molti enzimi del nostro organismo
  • Agevola le funzioni interne delle membrane cellulari, favorendo lo scambio di ossigeno e nutrienti
  • Favorisce l’assorbimento di una vitamina essenziale: la vitamina B12.

Fabbisogno giornaliero di Calcio

Essendo essenziale per la salute dell’individuo, il livello di Calcio deve rientrare nei livelli di fabbisogno giornaliero standard:

  • Adulto: il livello consigliato è 800 mg
  • Anziani: il livello consigliato è 1000 mg
  • Adolescenti e le donne in gravidanza o allattamento: il livello consigliato è 1200 mg

In realtà sono valori che possono essere facilmente integrabili con la normale dieta di tutti i giorni, purché sia sana e bilanciata. Solo quando con la dieta non si riesce a raggiungere fabbisogno giornaliero si ricorrerà ad integratori aggiuntivi di calcio.

Ipocalcemia: Cause

Le cause della malattia sono molto varie. Possono scaturire da un basso apporto di calcio nella nostra dieta quotidiana a un aumento delle perdite di calcio a causa dell’eccessivo consumo di farmaci, come i diuretici. Tra le altre cause, le più comuni sono: la carenza di vitamina D, l’ipoparatiroidismo e le nefropatie.

L’ipoparatiroidismo è caratterizzatao da un’alterazione della ghiandola parotide e da un deficit del paratormone-PTH, la cui funzione è quella di regolare il metabolismo del calcio e del fosforo. E’ una particolare situazione che si verifica per lo più in quei soggetti che presentano malattia autoimmune o in seguito ad asportazione o danno alle ghiandole paratiroidi durante un intervento alla ghiandola tiroide. Per quanto riguarda invece la causa che riguarda la carenza di vitamina D, questa può subentrare a seguito di:

  • carenze alimentari
  • un malassorbimento intestinale
  • ridotta sintesi cutanea
  • mancata esposizione alla luce solare
  • invecchiamento

Altre cause comprendono un deficit nell’assorbimento e/o assunzione di calcio con la dieta dovuto a malnutrizione, carenza di magnesio o poca quantità di proteine, pancreatite acuta, shock settico, tumore alla tiroide, rachitismo e altre malattie collegate alle ossa. Altre cause secondarie ma che comunque sono associabili all’insorgenza di ipocalcemia sono:

  • Alcolismo
  • Insufficienza renale
  • Ipertermia maligna
  • Ipoparatiroidismo
  • Morbo di Addison
  • Osteopetrosi
  • Pancreatite
  • Sepsi
  • Tumore della tiroide
  • Ustioni

Ipocalcemia: Sintomi

L’ipocalcemia è una condizione che non colpisce soltanto le ossa e i muscoli, ma una volta presente va a interessare tutti i distretti corporei, andando a influenzare significativamente sulla salute dell’individuo. I sintomi dell’ipocalcemia dipendono, oltre che dalla precoce comparsa anche dalla sua intensità. Per la sua forma lieve solitamente è asintomatica, quindi non è possibile riconoscerla da nessun sintomo particolare. Solo quando i livelli di calcio nel sangue diminuiscono progressivamente si possono sviluppare i primi fastidi e disturbi.

Le manifestazioni più frequenti di ipocalcemia sono sintomi neuropsichiatrici e neuromuscolari. Da non sottovalutare è la tetania: disturbo caratterizzato da un’ipereccitabilità muscolare, comparsa di spasmi muscolari dolorosi e involontari sul viso, sulle mani e sui piedi. In situazioni gravi di livelli estremamente bassi di calcio, si può passare dall’irritabilità e confusione a convulsioni e coma. I primi disturbi che subentrano sono le parestesie (sensazione di formicolio o formicolio) alle estremità o intorno alla bocca, comparsa crampi muscolari o intorpidimento delle dita. L’ ipocalcemia cronica invece è di solito accompagnata da manifestazioni come:

  • Sbalzi d’umore e Paranoia
  • Calcificazioni cerebrali
  • Stress e ansia; irritazione, difficoltà nella concentrazione.
  • Sensazione di formicolio muscolare;
  • Stanchezza, spossatezza, crampi muscolari, intorpidimento delle mani…
  • Problemi ai denti; tendono a indebolirsi
  • Capelli deboli; in alcuni casi problemi di alopecia
  • Secchezza della pelle
  • Eczema o dermatite
  • Unghie sono particolarmente fragili
  • Palpitazioni, motivo per cui nell’accertamento della diagnosi è sempre presente l’elettrocardiogramma.

Trattamento e cure

Una volta ottenuta la certa diagnosi di ipocalcemia bisognerà immediatamente iniziare il trattamento per evitare che la patologia si aggravi e possa portare a conseguenze più gravi. Il trattamento dell’ipocalcemia acuta, sintomatico o con livelli di calcio molto bassi, tendenzialmente sotto 7 mg / dl, consiste nella somministrazione endovenosa di calcio. In questi casi solitamente la malattia si risolve spontaneamente anche se la somministrazione di calcio endovena può portare a conseguenti aritmie cardiache.

Il trattamento per l’ipocalcemia cronica è basato sulla supplementazione di calcio per via orale e vitamina D con l’intento di stabilizzare i valori di calcio al limite del normale. Per proteggere l’individuo da calcoli renali si può integrare nella terapia anche l’uso di diuretici, seguendo una dieta ricca di calcio, che, a differenza di quanto di possa immaginare, non è presente solo nei latticini ma anche nei legumi, come le lenticchie o i ceci, uova, noci, broccoli.

Diagnosi

Per poter ottenere la certa diagnosi di ipocalcemia bisogna effettuare degli esami specifici. Il test diagnostico che consente al medico di riconoscere l’ipocalcemia immediatamente è l’esame del sangue. In questo caso si considera già ipocalcemia quando i livelli di calcio nel sangue sono inferiori a 8,5 mg / dl. Lo step successivo è l’analisi della sintomatologia da parte dello specialista. Quindi, il medico farà una storia clinica dettagliata per cercare le cause che hanno innescato il problema e lo farà eseguendo altri esami diagnostici fra cui: elettrocardiogramma, ecografia, radiografia.

E’ possibile prevenire l’ipocalcemia?

Teoricamente si può prevenire un’eventuale carenza di calcio nel sangue, ricordando però di non assumere mai integratori di calcio spontaneamente senza prescrizione medica, perché si può ricadere della condizione opposta, altrettanto sgradevole e complicata. La cosa migliore è consultare il vostro medico per scoprire le vostre necessità specifiche.

Domande frequenti

Che cos’è l’ipocalcemia?

L’ipocalcemia è una condizione clinica caratterizzata da un difetto di calcio nel sangue. Diviene concreta quando la calcemia totale scende al di sotto dei 9 mg/dL nell’adulto o quando la quantità di calcio si abbassa oltre i 4.5 mg/dL

Qual’è il fabbisogno giornaliero di Calcio?

Il fabbisogno giornaliero di calcio, in particolare per l’adulto, è stimabile intorno agli 800-1000 mg.

Quali sono i sintomi più comuni di ipocalcemia?

Livelli di calcio molto bassi possono causare formicolio (spesso a livello delle labbra, della lingua, delle dita e dei piedi), dolori muscolari, spasmi dei muscoli della gola (che possono determinare difficoltà respiratorie), irrigidimento e spasmi dei muscoli (tetania), convulsioni e alterazioni del ritmo cardiaco.