Tumori: Classificazione, Benigni, Maligni, Cause e Sintomi

tumori: classificazione

Gli studi epidemiologici, incentrati sulle zone industrializzate (Europa, USA, Paesi occidentali), hanno evidenziato come negli ultimi anni, le patologie tumorali maligne rappresentino la seconda causa di morte, dopo quelle di natura cardiovascolare, della popolazione generale. Sono proprio gli stessi livelli di mortalità che spingono i media a concentrarsi maggiormente sul problema, in modo anche da suscitare l’interesse della popolazione. L’opinione pubblica, abituata al continuo progredire delle ricerche scientifiche che portano alla scoperta di nuove terapie a esiti positivi, di altre patologie, si interroga sulla disponibilità di una “cura per il tumore”.

In realtà non è semplice; ai pazienti vengono diagnosticati tumori, seppur nella stessa sede, che differiscono per istologia e comportamento. Ciò rende il problema “tumore” una grande variabile.

Partiamo col dare una definizione alla parola ‘tumore’, per poi fornire dati sulla sua diffusione, sui sintomi e sugli elementi utili per comprendere una diagnosi. (Vedi anche: Trasfusione di sangue)

Terminologia

Esistono dei termini che nel corso dell’articolo ritroverete sicuramente, che è bene conoscere per avere un quadro generale sull’argomento:

  • Tumore: è un termine che, originariamente, veniva utilizzato per indicare un particolare rigonfiamento di un area di tessuto o organo. 
  • Neoplasia: letteralmente significa “nuova crescita”, proprio a evidenziare come la massa tumorale accresca in modo indipendente dal tessuto preesistente.
  • Oncologia: è la scienza che si occupa di studiare i tumori e le neoplasie.
  • Trasformazione neoplastica: è l’insieme delle alterazioni alle quali le cellule dell’organismo possono andare incontro nella trasformazione a cellula neoplastica.
  • Metastasi: è l’avanzare della neoplasia a distanza dal sito di origine, dove la neoplasia stessa è nata.

I termini “tumore” e “cancro” vengono spesso utilizzati come sinonimi, quando in realtà il cancro è un tumore maligno caratterizzato da cellule neoplastiche che, durante il loro accrescimento, circondano le cellule sane distruggendole. Ecco perchè si utilizza la parola cancro quando il tumore si estende anche agli organi adiacenti.

Che cosa sono e come si formano i tumori?

Quando si parla di tumore o neoplasia, si fa riferimento a quella condizione patologica caratterizzata dall’incontrollata proliferazione di cellule che possono infiltrarsi negli organi e nei tessuti, alterandone la struttura e il funzionamento. La definizione più appropriata venne data nel ’57 da un oncologo che riteneva il tumore fosse “una massa anomala la cui crescita supera la crescita dei normali tessuti, non coordinandosi ad essi; l’accrescimento persiste anche quando gli stimoli sono cessati”. 

Il tumore può svilupparsi a partire da qualsiasi cellula, la quale subisce delle modificazioni a carico del genoma; il numero di cellule mutate aumenta sproporzionatamente man mano che le stesse cellule si dividono. Ogni neoplasia ha origine da un’unica cellula alterata. 

La crescita delle cellule tumorali non è soltanto eccessiva ma anche:

  • Autonoma: queste cellule hanno il potere di svincolarsi da qualsiasi meccanismo fisiologico che tenta di placarle.
  • Afinalistica: senza quindi uno scopo apparente, anzi avviene a discapito dell’organismo che la ospita. Questo perchè le nuove cellule tumorali vanno a sostituire il corredo cellulare normale.

(La crescita anomala delle varie forme tumorali è dovuta principalmente all’eccessiva produzione di proteine anormali, chiamate oncogene, originarie da pro-oncogeni, vale a dire i geni che fanno proliferare il tumore. A questa categoria si oppongono i geni oncosoppressori.)

Tumori benigni e maligni

I tumori vengono distinti in tumori benigni e tumori maligni, sempre sulla base del comportamento biologico nei confronti dell’intero corpo.

I tumori benigni sono neoplasie con un aspetto morfologico simile a quello normale, caratterizzati dal fatto che rimangono in sede senza dare origine a metastasi. Solitamente non sono così aggressivi da portare alla morte dell’organismo. Differenti, invece, sono i tumori maligni che hanno la possibilità di invadere e distruggere i tessuti e organi adiacenti, ragion per cui riescono anche a formare le metastasi a distanza. Questi provocano la morte della persona.

Sia i benigni che i maligni sono formati da una:

  • componente parenchimale, che stimola l’andamento della patologia
  • componente stromale, altrettanto importante per lo sviluppo della neoplasia. Se questa è scarsa il tumore avrà una consistenza molle e elastica, al contrario, se è presente in abbondanza il tumore avrà consistenza dura e solida.

Classificazione dei tumori

Come già anticipato precedentemente, i tumori possono essere benigni e maligni. Tralasciando la generalità, in questo paragrafo, parleremo di una serie di criteri che ci permettono di classificare le neoplasie.

La classificazione avviene su criteri precisi:

  1. il grado di differenziamento della neoplasia
  2. la velocità di crescita
  3. la possibilità di creare metastasi a distanza
  4. l’invasività locale

Tumori degli epiteli

Partendo dal presupposto che, la regola generale dei tumore benigni dice che, per quasiasi tipologia di tessuto, vengono definiti aggiungendo il suffisso -oma alla provenienza tissutale.

I principali, di origine vegetante (ovvero con base di impianto molto ridotta) sono:

  • polipi
  • papillomi
  • verruche

Nel caso degli epiteli ghiandolari, la neoplasia benigna prende il nome di adenoma, sempre associata alla sede d’origine. Questi tumori sono molto simili tra loro, inoltre hanno la capacità sia di produrre che di liberare la stessa sostanza della ghiandola normale, anche se con una dose eccessiva.

Nel caso dei tumori maligni degli epiteli di rivestimento, questi vengono indicati con il termine epitelioma o carcinoma. Questa tipologia presenta margini irregolari e si manifestano con masse solide o noduli. Tra i più comuni ricordiamo:

  • epitelioma o carcinoma basocellulare
  • epitelioma o carcinoma spinocellulare

Nel caso in cui i tumori maligni interessino l’epitelio ghiandolare, prenderanno il nome di adenocarcinoma o carcinoma, a seconda se sia identificabile o meno.

Tra le neoplasie cutanee da ricordare sono:

  • i nevi: sono delle formazioni benigne, presenti già alla nascita, dove appaiono silenti. Solo con gli anni possono subire delle modificazioni che vanno tenute sotto controllo.
  • i melanomi: sono formazioni maligne con tendenza metastatica

Nel caso dei tumori del tessuto connettivo, da regola generale, i tumori benigni vengono identificati aggiungendo il suffisso -oma alla sede di origine (fibroma, osteoma, condroma…). I tumori maligni vengono indicati aggiungendo “sarcoma” al termine usato per indicare il tumore benigno (fibrosarcoma, osteosarcoma…).

Tumori emopoietici e linfatici

La classificazione dei tumori nei tessuti emopoietici e linfatici è molto più complessa. Molti studiosi tendono a generalizzare dividendoli in: mieloidi e linfoidi.

Le neoplasie linfoidi comprendono tutte quelle forme di tumore che hanno a che vedere con i linfociti B, linfociti T o linfociti NK. Bisogna precisare che, il termine linfoma viene solitamente utilizzato per evidenziare la proliferazione delle cellule del sistema immunitario, mentre il termine leucemia viene utilizzato per indicare neoplasie che riguardano il midollo osseo o il sangue.

Anche le neoplasie del sistema nervoso possono essere distinte in benigne e maligne (meningiomi, neuroblastomi…), sempre considerando l’aspetto istologico dei tessuti, i maligni in questo caso non riescono a creare metastasi fuori il sistema nervoso. Il problema di questa sede sta nel fatto che, i tumori, infiltrandosi, possono lesionare le varie aree del sistema nervoso, risultando letali a seconda della zona attaccata.

Nello schema vi forniamo le caratteristiche più importanti e come si differenziano nei tumori benigni e maligni:

CARATTERISTICHE  TUMORI BENIGNI  TUMORI MALIGNI 
Aspetto morfologico  Normale (assenza di atipie)  Atipie evidenti  
Differenziamento  Elevato, simile al normale  Scarso 
Velocità di crescita  Generalmente bassa  Elevata 
Tipo di sviluppo  Espansivo  Infiltrativo 
Lesione a tessuti circostanti  Dovuta a compressione  Dovuta a sostituzione 
Metastasi e recidive  Assenti  Possibili 

 

Le cause dei tumori

Vengono chiamati fattori cancerogeni tutti quegli agenti che sono capaci di causare o favorire la formazione di tumori nell’uomo, che purtroppo sono molteplici, tanto da essere divisi in categorie:

  • Agenti di natura chimica: idrocarburi aromatici, iprite, aflatossina B1
  • Agenti di natura fisica: radiazioni ionizzanti(alfa, beta, X)
  • Microrganismi: herpesvirus, papillomavirus, HBV e HCV

E’ tra gli obiettivi principali dell’oncologia, quello di sforzarsi di scoprire nuovi fattori che portano al tumore, con l’intento di impedire o prevenirne lo sviluppo.

Diciamo più generalmente che non ci sono cause rinconducibili a un’origine genetica, esistono solo organismi più o meno predisposti a patologie tumorali. Certo, un ambiente e uno stile di vita sano possono incidere molto. Soprattutto per quei tumori causati da: fumo, sole e raggi UV, sedentarietà, alcol e cattiva alimentazione.

Il cancro in se per se è causato da una mutazione a livello del DNA presente all’interno delle cellule. Il DNA è importante perchè contiene tutte le informazioni sull’attività delle cellule. Se questa funzione viene alterata per opera di un tumore, l’attività cellulare smetterebbe di funzionare. Perciò può capitare che:

  • una cellula si moltiplichi in modo anormale.
  • si verifichino errori ai geni oncosoppressori che hanno il compito di fermare la crescita di cellule malate
  • i geni non siano capaci di riparare le lesioni nel DNA, scaturendo una serie di alterazioni a cascata fra loro.

Cosa sono le metastasi?

Le metastasi sono tutte quelle cellule tumorali che hanno avuto la capacità di spostasi dalla sede di origine del tumore per andarsi a infiltrare in altri tessuti o organi. Lo spostamento solitamente avviene per diffusione ovvero, le cellule si servono del torrente ematico o linfatico per poter arrivare nei vari distretti corporei.

Le cellule migrate vengono subito identificate grazie ad esami strumentali specifici: TAC e risonanza magnetica.

Sintomi e disturbi

Già dall’inizio abbiamo voluto sottolineare la particolarità di questa patologia nel riuscire a differenziarsi in numerose tipologie di neoplasie. Altrettanto numerosi e diversi sono i sintomi e i disturbi correlati. In ogni caso, alcuni sintomi, soprattutto se compaiono contemporaneamente ad altri, vanno a funzionare da campanello d’allarme:

  • fatica persistente
  • noduli o ispessimento della cute
  • cambiamento del peso corporeo
  • pelle più soggetta ad alterazioni (arrossamenti, infiammazioni, colorazione diversa)
  • difficoltà a deglutire
  • raucedine
  • dolori muscolari e articolari
  • tosse persistente
  • febbre persistente

Per confermare la diagnosi, dopo aver confermato uno o più di questi sintomi al medico, si effettuano gli accertamenti di routine necessari per identificare la presenza di una neoplasia e la caratteristica:

  • diagnostica via immagini con TAC, risonanza magnetica, ecografia e radiografia. Utili maggiormente per le neoplasie solide
  • analisi del sangue o dei linfonodi
  • l’anatomia Patologica solitamente si occupa della stadiazione e del livello di malignità attraverso il prelievo istologico (biopsia)

Trattamenti e cure

I trattamenti oncologici chiaramente variano a seconda della sede, dello stadio della malattia, della presenza o meno di metastasi e della condizione generale del paziente affetto. 

La cosiddetta sorveglianza attiva è utile solo per quelle neoplasie più lente di accrescimento; significa semplicemente stare a controllare l’andamento della patologia tenendola sotto osservazione con continui esami e accertamenti mirati. Solo qual’ora si dovesse riscontrare un progressivo accrescimento o aumento di velocità di sviluppo si passerà alle cure vere e proprie.

La chirurgia è la prima scelta, la più consigliata nel caso dei tumori solidi. Solitamente per agevolare il lavoro dei chirurghi si tenta di ridurre le dimensioni del tumore con chemioterapia o radioterapia pre-operatoria. 

La chemioterapia si serve di farmaci citotossici (che sono tossici per le cellule) per bloccare la replicazione cellulare. L’unico suo problema è la mancata distinzione tra cellule malate e cellule sane; tuttavia capita che questa tipologia di farmaci vada a distruggere gran parte del corredo cellulare creando effetti collaterali non indifferenti:

  • nausea
  • vomito
  • diminuzione dell’appetito
  • astenia
  • diarrea
  • perdita di capelli e di peli
  • ulcere alla bocca e al naso

Quando capita che vada a intaccare anche le cellule del midollo osseo, la chemioterapia può portare a:

La radioterapia invece si serve dei raggi X al altissima potenza, efficaci nella distruzione delle cellule cancerogene. L’alta energia utilizzata viene concentrata maggiormente sull’aria interessata dal tumore per evitare di intaccare troppe cellule. Anche la radioterapia ha numerosi effetti avversi, a seconda anche dell’aria in cui viene effettuata; accanto alla sintomatologia, controllabile con le opportune cure, alcuni pazienti riferiscono senso di stanchezza che solitamente regredisce al termine del trattamento.

Un’altra opportunità di trattamento è la cura ormonale che altera l’equilibrio di precisi ormoni nell’organismo. Diciamo che è un trattamento che ha come scopo principale quello di tenere sotto controllo quei tumori sensibili ai cambiamenti ormonali (mammella e prostata).

L’idea di trattare i pazienti oncologici con approcci immunologici, con gli anni è diventato molto interessante, specie se si considera che le terapie appena spiegate si servono di farmaci molto forti. L’immunoterapia si impone come obiettivo quello di aumentare le difese antitumorali, utili per contrastare l’azione delle cellule malate, o fornire all’individuo l’immunità passiva necessaria. Ad oggi ci vengono proposti tre approcci differenti:

  • Vaccinazione con cellule e antigeni tumorali purificati.
  • Potenziatori di risposta con citochine
  • Stimolazione non specifica del sistema immunitario 

Guarigione

Quando si guarisce? In oncologia tutto dipende dal tempo. Soprattutto in alcuni casi, non si è certi del tutto che la malattia, seppur ben localizzata, sia stata eliminata definitivamente. Una persona si considera guarita del tutto col passare dei 5 anni, a partire dal termine delle cure, sempre senza le eventuali manifestazioni cliniche riconducibili a una neoplasia presente. In tal caso molti medici preferiscono aspettare 10 anni.