MCH: cos’è? alto, basso e cause

Che cos’è la sigla MCH nelle analisi del sangue e cosa indica? Le cause di un MCH alto, basso, i sintomi e i rimedi per l’abbassamento o l’innalzamento del valore che misura il contenuto emoglobinico corpuscolare medio.

Nelle analisi del sangue, spesso riscontriamo delle sigle o dei parametri che difficilmente riusciamo a riconoscere. Se negli articoli precedenti abbiamo trattato dei valori riguardanti le piastrine: PDW e MPV, oggi tratteremo, invece, dell’MCH.

L’MCH sta per “Mean Corpuscolar Haemoglobin“, ovvero il contenuto emoglobinico corpuscolare medio ed è un parametro, misurato nelle analisi del sangue, importante perché va a fornire la quantità media di emoglobina contenuta in un singolo eritrocita (globulo rosso). In altri articoli abbiamo parlato in modo più approfondito dei vari parametri misurati dagli esami del sangue più comuni (a tal proposito vedi emocromo). Nell’articolo sull’emocromo (che altro non è se non l’insieme degli esami del sangue che viene prescritto di base) avevamo accennato una semplice formula capace di dare un risultato approssimativo di questo valore. Oggi giorno quest’ultimo può essere chiaramente ricavato da screening ematologici che utilizzano moderni conta cellule sofisticati.

$$MCH = {emoglobina \over n° globuli-rossi-in-milioni-ml} = $$

MCH\ (pg) = \frac{H b\ (g/L)}{\text{Eritrociti }(10^{12}/L)}

Il risultato che ne dovrebbe uscire è un valore, vale a dire il range entro cui MCH deve rientrare: 27 e 31 pg/cellula

MCH: cos’è?

Espresso in psicogrammi, cioè cioè 1/1012 di grammo (ovvero un millesimo di milardersimo di grammo), l’MCH è quel valore che sta a indicare la massa di emoglobina che si può ritrovare in un solo globulo rosso, in un campionamento di sangue. Insieme a MCHC, MCV e RDW fa parte dei cosiddetti indici eritrocitari. Questi ultimi sono indici utili nella diagnostica delle patologie legate alle caratteristiche degli eritrociti (globuli rossi), maggiore componente del torrente ematico, presenti nell’esame emocromocitometrico (chiamato anche emocromo).

Differenze tra MCH e MCHC

Spesso però viene confuso con un altro parametro che fa parte della stessa famiglia, stiamo parlando di MCHC. Per quanto possano essere simili di acronimo, in realtà

  • MCH è un numero che indica il peso, misurato appunto in picogrammi, dell’emoglobina presente in media in ogni globulo rosso
  • MCHC indica invece una percentuale, quindi è un valore puramente relativo (non è un peso o una lunghezza, è un rapporto e non ha quindi un’unità di misura) e misura il rapporto tra la quantità di emoglobina e le dimensioni dell’eritrocita, da cui appunto dipende perché da definizione MCHC va a valutare se ogni globulo rosso contiene o meno la quantità adeguata di emoglobina

MCH: perché si misura?

I parametri dell’emocromo sono fondamentali quando si vuole chiarire una diagnosi su una presunta anemia o patologia delle emazie: tranquilli è solo un altro modo di chiamare i globuli rossi.

Abbiamo già accennato in articoli precedenti, che questi esami vengono effettuati qualora si manifestino sintomatologie legate a malattie del sangue. Durante un percorso clinico, il medico richiede la valutazione di questo parametro per poter identificare la precisa causa che determina la patologia, che essa può essere:

  • Anemia
  • Infezioni
  • Infiammazioni
  • Problemi con la coagulazione
  • Tumori maligni o benigni

Il medico valuta anche in base ai valori norma, che sono compresi tra 26 e 32 picogrammi. Certo, i valori variano in base all’età e al sesso, in parte anche in base alle strumentazioni utilizzate in laboratorio. Come per tutti i parametri che abbiamo affrontato, si possono avere variazioni importanti, sia in aumento che in diminuzione.

MCH basso: cause e sintomatologie

Solitamente questo valore si riscontra quando ci si ritrova davanti a globuli rossi molto piccoli, caratteristica chiamata microcitosi. Di conseguenza si avrà una scarsa quantità di emoglobina e un’ulteriore  diminuzione di ossigeno circolante. Il tutto è tipico dell’anemia microcitica, con eritrociti piccoli e chiari, perchè come ben sappiamo è proprio l’emoglobina a conferire il colorito rossastro alle cellule.

Le cause sono riconducibili a:

  • Carenza di ferro
  • Cattiva alimentazione
  • Perdita eccessiva di ferro
  • Anemia sieropenica
  • Anemia sieroblastica
  • Talassemia (alterazioni delle catene che legano l’emoglobina nel sangue)
  • Altre cause di patologie non collegate a quelle del sangue (diabete, morbo di Crohn..)

Fra le manifestazioni che ci inducono a riconoscere il problema, ricordiamo:

  • Dispnea e difficoltà nella respirazione
  • Tachicardia
  • Debolezza affaticamento
  • Pallore
  • Cefalea
  • Dolore al petto

MCH alto: cause e sintomatologie

Per quanto riguarda un alterazione che vede l’aumento dei valori, le cause vanno ricercate nelle dimensioni dei globuli rossi. Capita, infatti, che si riscontri un netto calo di numero di globuli rossi ma allo stesso tempo un aumento di dimensioni sproporzionato, soprattutto una maggiore quantità di emoglobina presente all’’interno. L’anemia in questione è l’anemia macrocitica che è caratterizzata a sua volta da forme silenti e forme invece più pericolose quali l’anemia perniciosa, riconoscibile da una diminuzione o totale assenza di vitamina B12.

Le cause sono:

  • Disfunzioni alla tiroide
  • Danni al fegato
  • Anemie emolitiche
  • Abuso di alcool

Anche qui la sintomatologia è molto simile. Si rivede infatti:

  • Itterizia
  • I vari sintomi tipici dell’anemia
  • Parestesie
  • Problemi con l’equilibrio
  • Depressione
  • Confusione mentale, legata alla carenza di vitamina B12

Come si effettua l’esame?

Tipico di questi esami è il prelievo ematico, il celebre emocromo, fatto a digiuno e sotto prescrizione medica appunto. I risultati verranno interpretati dal medico in questione. Spostamenti minimi non vanno a intaccare molto la salute generale, ma scostamenti rilevanti invece sono il primo segno di riconoscimento delle patologie. E’ fondamentale precisare ovviamente che MCH non verrà mai considerato solo come parametro a sé stante. Abbiamo già detto che dipende, o meglio, è correlato ad ulteriori valori che vanno a definire il quadro generale di salute del paziente, per quanto riguarda sempre la parte corpuscolata del sangue.