Reticolociti: Bassi, Alti, Cause, Cosa Fare e Ciclo Mestruale

Cosa sono i Reticolociti nelle analisi del sangue? Reticolociti bassi, alti con le cause dell’alterazione di questo parametro relativo ai globuli rossi, sintomi da tenere in considerazione e perchè si misurano. Cosa fare in caso di alterazione del valore dei reticolociti nell’emocromo? Cosa accomuna i reticolociti al ciclo mestruale?

Nell’esame dell’emocromo esistono diverse sigle da prendere in considerazione e che sono particolarmente importanti, come:

  • Le sigle che si riferiscono alle piastrine: MPV (Volume piastrinico medio) e il PDW (ampiezza della variazione piastrinica media)
  • Gli indici corpuscolari: MCV (Volume corpuscolare medio), MCH (Contenuto emoglobinico corpuscolare medio), MCHC (Concentrazione emoglobinica corpuscolare media)
  • Le sigle riferite ai globuli rossi, in generale, come ad esempio l’RBC o l’HB riferito all’emoglobina ecc.

In questo articolo, invece, andiamo a focalizzarci sulla dicitura “Reticolociti” che NON appare nel risultato delle analisi del sangue ordinarie ma alla quale si fa riferimento per la conta dei globuli rossi non ancora maturi.

Reticolociti: cosa sono?

I reticolociti sono globuli rossi non ancora maturi, appena rilasciati in circolo dal midollo osseo. I reticolociti infatti maturano dopo circa 24 ore di permanenza in circolo, diventando globuli rossi veri e propri e svolgendo quindi tutte le funzioni tipiche degli eritrociti.

Curiosità

La differenza principale tra reticolociti e globuli rossi è che i primi possiedono residui di DNA che vengono persi al termine della maturazione. I reticolociti tuttavia rappresentano solo l’ultima fase di maturazione dei globuli rossi, che impiegano circa 10 giorni per formarsi, dei quali 9 all’interno del midollo osseo e solo 1 in circolo.

Reticolociti-alti-bassi

Reticolociti alti: cause

Alti livelli di reticolociti (reticolocitosi) possono indicare:

  • anemia perniciosa (da carenza di ferro) o anemia da sport per cui l’organismo, nel tentativo di compensare la carenza di ferro nei globuli rossi, aumenta il ritmo dell’eritropoiesi (produzione di nuovi globuli) e quindi rilascia un maggior numero di reticolociti in circolo.
  • la reticolocitosi si può osservare anche in caso di malattie renali, emorragie acute o sanguinamenti cronici, anemia emolitica (per compensazione), patologia emolitica nel neonato.
  • Se alla reticolocitosi si associa un’alta conta di globuli rossi la causa potrebbe essere policitemia vera o tumori secernenti eritropoietina (EPO), un ormone che stimola fortemente l’eritropoiesi.

In gravidanza i reticolociti aumentano fisiologicamente ed anche i neonati nei primi giorni di vita hanno una conta alta di reticolociti, che successivamente si normalizza. Altre condizioni comprendono il vivere ad una quota elevata ed il tabagismo.

Reticolociti bassi: cause

Una bassa conta di reticolociti può essere causata da;

  • carenza di ferro o di vitamine,
  • anemia aplastica,
  • radioterapia (che sopprime la funzione midollare),
  • infezioni,
  • tumori maligni diffusi,
  • gravi patologie renali che provocano un abbassamento della produzione di EPO,
  • cirrosi epatica,
  • alcolismo,
  • malattie endocrine

Reticolociti alti e bassi: cosa fare?

L’interpretazione della conta reticolocitaria deve essere eseguita dal medico e non può prescindere dall’esecuzione di altri esami di primo livello, come l’emocromo. La conta dei reticolociti è espressa in percentuale e quindi è necessario tenere conto di altri fattori, come ad esempio la concentrazione dell’emoglobina e le riserve di ferro.

Esami di primo e secondo livello

Gli esami di laboratorio sono comunemente classificati in due gruppi:

  1. Esami di primo livello: esami semplici, generici e considerati di routine (come l’emocromo, gli enzimi epatici, la VES, la creatinina o azotemia), che il medico curante può autonomamente prescrivere e interpretare
  2. Esami di secondo livello: esami specialistici comunemente richiesti da specialisti ambulatoriali per diagnosi specializzate, che servono per diagnosticare o escludere malattie più rare in pazienti che presentino esami di primo livello nella norma, ma in cui il sospetto di problemi sia estremamente elevato.

L’attività midollare è considerata normale se la conta reticolocitaria e la concentrazione di emoglobina rientrano nei range. I reticolociti spesso, inoltre, vanno anche conteggiati in relazione all’aptoglobina. Se l’emoglobina è normale ma la conta dei reticolociti è alta, significa che sono stati distrutti globuli rossi, motivo per cui il midollo ha reagito fisiologicamente aumentando l’eritropoiesi. Al contrario, se la concentrazione di emoglobina è bassa e i reticolociti normali, significa che il midollo non ha risposto adeguatamente alla condizione di anemia.

In un individuo anemico, è normale osservare una diminuzione dei globuli rossi circolanti ed un aumento dei valori di reticolociti: ciò riflette il tentativo del midollo di compensare l’anemia aumentando la produzione di eritrociti. Solitamente il grado di reticolocitosi dipende dal tasso di perdita o distruzione dei globuli rossi, quindi ad esempio in caso di forte emorragia si osserverà una marcata reticolocitosi.

Pazienti affetti da difetti della maturazione degli eritrociti (eritropoiesi inefficace) come la talassemia hanno un numero elevato di globuli rossi nel sangue, ma una percentuale di reticolociti sproporzionatamente bassa, perché molti globuli rossi non riescono a maturare e quindi ad entrare in circolo.

Reticolociti e Ciclo Mestruale

Molte sono le donne che devono fare i conti, di mese in mese, con un ciclo mestruale abbondante. In realtà un’associazione tra effetti negativi del ciclo abbondante e alterazione esclusiva dei reticolociti nelle analisi del sangue non è sempre del tutto vera. Ciò perchè quando si parla di perdita di sangue si fa riferimento alla carenza di ferro e al conseguente sviluppo dell’anemia. Per capire se il nostro ciclo abbondante può avere effetti negativi sul nostro organismo, non bisogna solo prendere in considerazione il valore dei reticolociti ma, in generale, tutti quelli che riguardano i globuli rossi e all’emoglobina.

Si tratta di parametri di cui ci siamo già occupati negli articoli precedenti: in generale raccomandiamo sempre l’interpretazione dei valori al medico di fiducia, prima di allarmarsi per qualsiasi possibile causa di un abbassamento dei valori legati ai globuli rossi in associazione al ciclo metruale abbondante.

Reticolociti: perché si misurano?

I reticolociti vengono continuamente prodotti dal midollo osseo per rimpiazzare i globuli rossi degradati o invecchiati. Quindi la conta reticolocitaria rappresenta un ottimo indicatore dell’entità di produzione degli eritrociti (globuli rossi) ed è particolarmente importante per valutare la funzionalità del midollo osseo e la sua capacità di produrre un numero adeguato di globuli rossi (processo chiamato eritropoiesi). Si stima che, ogni secondo, il corpo umano produca 2 milioni di globuli rossi.

La conta reticolocitaria serve anche a:

  • supportare la diagnosi delle patologie ematopoietiche,
  • diagnosticare le diverse forme di anemia,
  • approfondire le motivazioni di valori alterati dell’emocromo,
  • monitorare l’efficacia di una terapia (in caso di anemia, chemioterapia, trapianto di midollo, patologie renali…).

La conta reticolocitaria non è un parametro compreso nell’emocromo, ma spesso viene richiesto in abbinamento a questo sia perché l’esame si esegue sullo stesso campione di sangue venoso, sia perché la sua interpretazione dipende strettamente dalla presenza di altri parametri tipici dell’emocromo.

Reticolociti: valori normali

In un individuo sano, a prescindere da età e sesso, i reticolociti rappresentano lo 0.5-2.5% di tutti i globuli rossi in circolo e la conta reticolocitaria viene appunto espressa in percentuale. In termini di concentrazione, queste cellule sono circa 40 mila-100 mila per ogni microlitro di sangue.