Emoglobina (con sigla HGB o HB): limite alto e basso nel sangue e nelle urine con cause e cosa mangiare in caso di alterazione dei valori. Attraverso questo articolo andremo ad analizzare le caratteristiche di questa proteina di particolare rilevanza in quanto essenziale nel trasporto di ossigeno nell’organismo. Inoltre, ci focalizzeremo sulle problematiche dell’alterazione dei valori e la correlazione col ferro.

L’emoglobina è una proteina globulare solubile particolarmente importante nel processo di funzionamento dell’organismo. Difatti il suo ruolo principale è quello di trasporto, tramite i globuli rossi, dell’ossigeno molecolare che serve al metabolismo degli esseri umani. In particolar modo l’emoglobina è essenziale per trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti, fino a raggiungere i mitocondri. (Vedi anche: Trasfusione di sangue)

Hb (emoglobina) alta: cause

Alti valori di emoglobina possono essere causati da:

  • disidratazione
  • diarrea
  • policitemia
  • poliglobulia
  • shock
  • malattie cardiache
  • disfunzioni midollari
  • patologie renali
  • doping (assunzione di EPO o farmaci che aumentano la sintesi di eritropoietina)
  • soggiorno in alta montagna
  • broncopneumopatie croniche
  • fumo
  • ustioni

Sintomi

I sintomi che accompagnano un innalzamento di questa proteina globulare sono: vertigini, mal di testa, problemi visivi, rossore al volto, splenomegalia (milza ingrossata).

Hb (emoglobina) bassa: cause

È piuttosto frequente riscontrare abbassamenti nella concentrazione di emoglobina, specialmente nelle donne che soffrono mensilmente di perdite ematiche dovute al ciclo e quindi sono leggermente anemiche. E’ importante, nelle funzioni dell’emoglobina, controllare anche l’aptoglobina. In chi segue un’alimentazione vegetariana e nelle donne in gravidanza, è normale e non patologico un calo di questa proteina globulare. In altri casi, un Hb bassa può essere dovuta a:

Sintomi

I sintomi associati sono solitamente riconducibili a: stanchezza cronica, pallore, fiato corto, tachicardia. (Vedi anche: Piastrinocrito nelle analisi del sangue)

Emoglobina bassa: cosa mangiare?

Per contrastare le problematiche relative all’emoglobina bassa, la quale è spesso causata da carenza di ferro, (vedi anche: Ferritina nel sangue) è importante conoscere cosa mangiare. Alcuni alimenti, infatti, sono particolarmente ricchi di ferro, motivo per il quale devono essere preferiti ad altri in caso di emoglobina bassa. Per seguire un regime alimentare equilibrato e in base alle nostre esigenze, è sempre raccomandabile rivolgersi a un dietologo o nutrizionista esperto: mai seguire una dieta senza alcuna consulenza con uno specialista. In generale, gli alimenti più ricchi di ferro e ideali per alzare l’emoglobina, sono:

  • Carni bianche o carne di cavallo
  • Pesce, soprattutto tonno
  • Soia
  • Frutti secchi: arachidi, mandorle, noci ecc.
  • Legumi
  • Verdure a foglia verde scura

Urine

Quando si parla di Emoglobina nelle urine si fa specificatamente riferimento all’emoglobinuria, il termine col quale si indica un processo di distruzione dei globuli rossi (emolisi) i quali si ritrovano successivamente proprio nelle urine. Questa “distruzione” dei globuli rossi può avvenire sia a livello dei vasi sanguigni sia a livello della vescica urinaria. E’ proprio per questo motivo che si fa riferimento all’emoglobina nelle urine. Spesso ciò si può facilmente confondere con una perdita vera e propria di emazie nelle urine quando in realtà si parla essenzialmente di pigmenti rossastri. Le cause della presenza di emoglobina nelle urine possono essere:

  • Anemia (la più comune) specie l’anemia falciforme
  • Disfunzione dei globuli rossi
  • Intossicazione alimentare o avvelenamenti
  • Trasfusioni di sangue
  • Malaria
  • Ustioni gravi
  • Favismo
  • Tumori alle vie urinarie
  • Calcoli renali
  • Carcinoma renale
  • Tubercolosi
  • Utilizzo di farmaci quali pennicillina, cefalosporine ecc.

Emoglobina e Ferro

L’emoglobina come proteina globulare è in stretta correlazione al metabolismo del ferro. Sappiamo, infatti, che il ferro è un elemento presente naturalmente nell’organismo in quantità diverse per uomini (circa 6 grammi) e donne (circa 2 grammi). Il ferro è particolarmente importante dal momento che contribuisce proprio alla produzione dell’emoglobina e della mioglobina. Se l’emoglobina, come abbiamo già descritto precedentemente, ha l’azione di trasportare l’ossigeno all’interno dei tessuti e, quindi dei muscoli, la mioglobina, invece, fissa quell’ossigeno nei tessuti. È proprio per la sua funzione determinante, infatti, che il ferro è un elemento che non può essere sottovalutato. Difatti, per tale motivo, è necessario – per il giusto funzionamento del nostro corpo – alimentarsi in modo sano e, nel caso in cui si soffra di carenza di ferro, integrarlo attraverso il cibo. A questo scopo, consigliamo ai lettori di consultare il nostro articolo specifico sugli alimenti che contengono più ferro.

Struttura di una molecola di Emoglobina
Struttura di una molecola di Emoglobina (fonte: Wikipedia)

Hb (emoglobina) valori normali

All’interno dell’emocromo (vedi sotto), la sigla Hb indica l’emoglobina, ovvero la proteina contenuta nei globuli rossi che è deputata al legame ed al trasporto dell’ossigeno ai tessuti.

Curiosità

Ogni globulo rosso contiene più di 300 milioni di molecole di emoglobina, ciascuna delle quali lega 4 atomi di ossigeno attraverso i 4 gruppi eme che al centro presentano un atomo di ferro.

Il suo contenuto viene calcolato in grammi/decilitro ed i valori normali sono 14-18 g/dl per gli uomini e 12-16 g/dl per le donne.

Emocromo

Curiosità

L’esame emocromocitometrico (o semplicemente emocromo) è un esame del sangue che permette di analizzare i parametri degli elementi corpuscolati: i globuli rossi, le piastrine ed i globuli bianchi (formula leucocitaria). Ogni sigla utilizzata all’interno dell’emocromo ha un significato e l’esame è completo solo valutando nel loro complesso tutti i parametri, in quanto sono tutti tra di loro correlati.

Perché si misura l’emoglobina?

La concentrazione di questa proteina globulare nel sangue, ottenuta con l’emocromo completo, viene richiesta dal medico per diversi motivi:

  • un semplice controllo
  • la diagnosi di una condizione patologica (anemia, policitemia, sintomi come debolezza, vertigini)
  • per monitorare la risposta ad una terapia

Altri esami di secondo livello che possono essere richiesti sono lo striscio di sangue e la conta dei reticolociti, ma anche l’elettroforesi dell’emoglobina, un esame che permette di rilevare forme di emoglobina anomale. Infatti la capacità di questa proteina di legare e cedere l’ossigeno dipende strettamente dalla sua struttura ed eventuali alterazioni possono rendere difficoltoso il trasporto dell’ossigeno. (Vedi anche: Emoglobina Glicata e Metaemoglobina)

Esami di primo e secondo livello

Gli esami di laboratorio sono comunemente classificati in due gruppi:

  1. Esami di primo livello: esami semplici, generici e considerati di routine (come l’emocromo, gli enzimi epatici, la VES, la creatinina o azotemia), che il medico curante può autonomamente prescrivere e interpretare
  2. Esami di secondo livello: esami specialistici comunemente richiesti da specialisti ambulatoriali per diagnosi specializzate, che servono per diagnosticare o escludere malattie più rare in pazienti che presentino esami di primo livello nella norma, ma in cui il sospetto di problemi sia estremamente elevato.

Come valutare l’Hb (emoglobina)

È importante considerare l’emocromo nel suo complesso senza scardinare i singoli risultati dagli altri valori. I valori dell’emoglobina vanno considerati insieme a quelli della conta dei globuli rossi (RBC), dell’ampiezza di distribuzione eritrocitaria (RDW), del volume globulare medio (mcv“>MCV), il contenuto medio di emoglobina nei globuli rossi (MCH / MCHC).

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