La vitamina K, conosciuta anche con il nome di naftochinone, caratterizza quel gruppo di vitamine liposolubili, ovvero quelle che si sciolgono nei grassi, che vengono assimilate nel fegato e che non hanno bisogno di essere continuamente integrate con i cibi. È lo stesso organismo a rilasciare le dosi necessarie in caso di necessità.

Vitamina K: Che cos’è?

La vitamina K, o naftochinone, contiene al suo interno una serie di composti indispensabili per assicurare la coagulazione del sangue. Esistono altre molecole di vitamina K che contengono le stesse sue proprieta:

  • Vitamina K1 (fillochinone o fitomenandione): è quella forma di vitamina K che si può trovare negli alimenti, in modo particolare nelle verdure a foglia, nei prodotti caseari e negli oli vegetali. La vitamina K1 è considerata la “forma vegetale” della vitamina K, anche se può essere prodotta sinteticamente per il trattamento di alcune patologie emorragiche.
  • Vitamina K2  (menachinone): è quella forma di vitamina K di di origine batterica.
  • Vitamina K3 (menadione): è la forma sintetica di vitamina K utilizzata in alcuni contesti come integratore.

Il merito della sua principale funzione, la coagulazione, da cui prende anche il nome origine (K sta per Koagulation) va a degli studiosi, Henrik Dam e Edward Doisy, che dopo numerose ricerche hanno identificato questa vitamina come fattore indispensabile nei processi di coagulazione sanguigna, per la calcificazione vascolare e per il metabolismo delle ossa.

Vitamina K: Funzioni

Come abbiamo già anticipato, la principale attività della vitamina K da il nome alla stessa molecola, ovvero “koagulation” che sta per coagulazione in tedesco: è un evento costituito da una serie di processi che vede coinvolte numerose molecole che lavorano “a cascata”. La sua scoperta è dovuta a due scienziati che osservarono la capacità di alcune molecole di far diminuire le malattie emorragiche in animali che si alimentavano con specifici cibi. Perciò si è arrivati alla conclusione che alcuni composti che appartengono a questa vitamina sono fondamentali per il corretto funzionamento dei fattori della coagulazione, in particolar modo:

  • Protrombina
  • Fattori VII, IX, X, importanti per evitare l’insorgenza di emorragie durante i traumi di qualsiasi gravità.

La vitamina K però non si concentra solo sulla funzione anti-emorragica in quanto, avendo a sua disposizione numerosi enzimi, viene coinvolta dallo stesso organismo per altre attività e processi vitali. Mi riferisco alla mineralizzazione delle ossa e dei tessuti molli (es:la cartilagine e le pareti dei vasi sanguigni). Collabora insieme al calcio e alla vitamina D alla regolazione del metabolismo delle ossa, come primaria forma di prevenzione contro l’osteoporosi o le fratture. Inoltre lavora associata ad altre proteine interessate al processo:

  • l’osteocalcina, prodotta dagli osteoblasti, attivata durante la formazione dell’osso;
  • la periostina, proteina della matrice presente nei tessuti connettivi e nelle ossa.

Secondo i recenti studi esiste una forte correlazione fra carenza di vitamina K e artrosi, fratture indesiderate anche con semplici traumi, insorgenza di osteoporosi. Un’altra attività importante la svolge come prevenzione contro le patologie e i disturbi cardiocircolatori, sicuramente sempre in associazione alla sua attività anti-emorragica e coagulante, grazie alla sua capacità di attivare la proteina Gla della matrice. Questa vitamina, inoltre, ha a che fare anche con il sistema nervoso, per la sua collaborazione con la proteina GAS6, molto presente nel cervello, responsabile di:

  • sopravvivenza cellulare
  • chemiotassi
  • mitosi delle cellule
  • crescita cellulare dei neuroni e delle cellule gliali

Fabbisogno e Alimenti

Il fabbisogno giornaliero di vitamina K, necessaria per i soddisfare i bisogni dell’organismo è di 1 mg al giorno per ogni chilogrammo del peso corporeo. Quantità che chiaramente è facilmente assumere con la dieta di ogni giorno, purchè sia sana e bilanciata. Questa vitamina infatti è ampiamente distribuita negli alimenti comuni della nostra tavola. Si trova per lo più dei cibi di origine vegetale:

  • pomodori
  • spinaci
  • cavoli
  • cime di rapa
  • fegato
  • broccoli
  • cavolini di Bruxelles

Quantità minori si possono ritrovare anche in altri cibi come:

  • oli e margarine
  • frutta di ogni tipo
  • cereali
  • latticini, seppur in minore quantità

Assorbimento

Tutte le differenti forme di vitamina K sono liposolubili, perciò il loro assorbimento avviene nella stessa modalità con cui vengono assimilati i lipidi: formazione di particelle in presenza di bile e succo pancreatico. 

Il fillochinone, conosciuto come vitamina K1, viene assorbito nella zona prossimale dell’intestino tenue, il menadione e il menachione, invece, vengono assorbiti all’incirca da tutto il colon. Dopo aver attraversato questi tratti dell’apparato digerente, arriva al fegato dove verrà successivamente trasportata nei vari distretti corporei, e nei diversi tessuti e organi. Per quanto riguarda la successiva eliminazione, il menadione è l’unico che viene esreto velocemente attraverso le urine; le altre due forme hanno un procedimento di più lento di eliminazione.

Carenza di vitamina K

La condizione di carenza di vitamina K nell’uomo è molto rara da trovare perché ciò non è permesso dalle ridotte esigenze dell’organismo, dalla facile rigenerazione della stessa vitamina all’interno del corpo da parte di enzimi specifici, oltre a contare il fatto che essa venga sintetizzata dalla flora intestinale, presente in ogni individuo.

Seppur rara, è capitato di ritrovare una condizione spiacevole causata da diverse condizioni dell’individuo:

  • Disfunzioni dell’apparato gastrointestinale
  • Il malassorbimento lipidico,
  • Le patologie intestinali (celiachia, morbo di Crohn),
  • Ridotta sintesi di bile
  • Malattie epatiche
  • Uso di particolari anticoagulanti

La carenza di manifesta con dei sintomi ben riconoscibili soprattutto per il fatto di essere molto collegata, come ricordate, ai processi della coagulazione del sangue. Si manifesterà con una sindrome emorragica, anche tardiva, dovuta a problemi e alterazioni dei fattori della coagulazione sanguigna.

Eccesso di Vitamina K

Di per se, sia la vitamina K1 che la K2 non sono tossiche, nemmeno a quantità eccessive a differenza della K3, il menadione, che a dosi elevate può manifestare la sua tossicità con anemia emolitica, iperbilirubinemia e ittero.

Negli adulti anche questa condizione si verifica molto raramente, ma quando capita si manifesta con sintomi come:

  • Vomito
  • Anemia
  • Trombosi
  • Sudorazione eccessiva
  • Vampate di calore
  • Spossatezza 
  • Dolore e sensazione di pressione al petto

Nei bambini nati prematuri, elevate dosi di vitamina K3 possono causare emorragie intracraniche e tossicità cerebrale che possono comportare ipersensibilità localizzata, tossicità a livello epatico, anemia e ittero.

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Domande frequenti

Lista delle principali vitamine